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Protection Program Fifa: oltre il danno, c’è il risarcimento

Protection Program Fifa: oltre il danno, c’è il risarcimento

La sosta del campionato di calcio per le gare della selezione nazionale, non a tutti tifosi italiani sta a genio. C’è chi, giusto per fare qualche esempio, in preda all’ansia del non saper proprio che fare la domenica pomeriggio, guarda in tv, godendosela come  la più importante delle finali di Champions League, la più sventurata partita della più famigerata lega del globo terrestre. Ma il tifoso medio non è l’unico a soffrire quando gioca o meglio, quando dopo la partita della nazionale, c’è solo una lunga e silenziosa attesa. Lo scorso mese di ottobre, infatti, è stato disastroso per molti club europei, tra i quali Napoli e Milan.

La squadra di Sarri ha perso Arkadiusz Milik per circa quattro mesi, in seguito della rottura del crociato anteriore sinistro, durante la gara della sua Polonia contro la Danimarca. Stessa sorte per il centrocampista rossonero, Riccardo Montolivo che, infortunatosi durante un’azione di gioco contro la nazionale iberica, resterà out per cinque mesi. Ma almeno per i “poveri” nonché sfortunati club coinvolti arriva il risarcimento grazie al Fifa Protection Program, istituto da Sepp Blatter, sin dall’inizio del 2012.

Cos’è il Fifa Protection Program

Il Fifa Protection Program è una sorta di polizza assicurativa della Fifa che risarcisce i club per gli infortuni subiti dai propri giocatori durante le partite con la Nazionale. Come detto, questo meccanismo è stato voluto dall’ex presidente della Fifa, in seguito alle lamentale dei vari club, che si sentivano gravemente danneggiati da questi incidenti. Uno dei casi più famosi, che ha contribuito ad inserire il FPP, è stato quello di Alessandro Nesta, infortunatosi nel mondiale 1998 contro l’Austria. Il presidente di allora della Lazio, Sergio Cragnotti, chiese un risarcimento alla FIGC per il danno subito, ma alla fine arrivò semplicemente un indennizzo dovuto all’assicurazione del giocatore. Un altro caso da ricordare fu quello di Steven Gerrard, infortunatosi con la Nazionale Inglese. In questo caso la Football Association risarcì il Liverpool per una cifra pari a 500 mila sterline.

Come funziona

Il Fifa Protection Program, ha delle modalità di funzionamento ben precise e deve rispettare determinati parametri: il programma, infatti, copre il valore dello stipendio percepito dal calciatore in relazione ai giorni dello stop, a patto che l’infortunio sia superiore ai 28 giorni. Il tetto massimo per ogni giocatore, però, è di circa 7.5 milioni di euro l’anno. Il calcolo per stabilire l’ammontare del risarcimento è molto semplice: bisogna infatti, dividere lo stipendio lordo del giocatore infortunato per 365, e poi moltiplicare il risultato per i giorni di assenza dovuti all’infortunio.

Ecco allora circa due milioni di euro per il Milan e circa 1,5 milioni per il club partenopeo. Insomma, pur sempre una magra consolazione per le due società, che saranno costrette a fare a meno dei propri giocatori per parecchio tempo. É evidente, infatti, come il danno sportivo sia di gran lunga superiore rispetto alla cifra rimborsata, considerando ad esempio che Maurizio Sarri dovrà fare a meno del sostituto di Gonzalo Higuain e dell’unico centravanti di ruolo presente nella propria rosa.

Sorte inversa (dalla preoccupazione al sollievo e viceversa) per la Juventus e Marco Pjaca, infortunatosi giocando con la propria nazionale. Il croato, infatti, dovrebbe stare fermo solamente  venti giorni a causa di un’ infrazione del perone. Per i bianconeri, quindi, non arriverà l’indennizzo FIFA, poiché per accedervi è necessario che vi siano, appunto, almeno 28 giorni di stop.

In effetti l’FPP si sta rivelando come essenziale per le squadre di club, considerando i molteplici infortuni che genera la sosta per le gare delle Nazionali per grandi, medi e piccoli club di tutto il mondo. Le grosse cifre di risarcimento possono però ed il caso del Napoli ne è la palese dimostrazione, essere una mera consolazione, rispetto al ko di un elemento essenziale della propria compagine, per svariati mesi.

Oltre al danno, quindi, non c’è sempre la beffa: almenochè l’infortunio sia di lieve entità.

Mariano Fergola

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