Shopping Cart

Quando l’Avvocato è inadempiente?

Quando l’Avvocato è inadempiente?

Quando, stipulato un contratto, riteniamo che la nostra controparte sia stata inadempiente, solitamente ci rivolgiamo all’Avvocato fine di far valer le nostre ragioni a fronte del comportamento avversario, sicuri che il professionista ci tutelerà al meglio.

Ma se anche l’Avvocato ci apparisse inadempiente?

Probabilmente, la nostra prima reazione sarebbe quella di non retribuirlo … ma vediamo cosa ne pensa la Cassazione espressasi con la sentenza n. 25894/2016 .

Quando l’Avvocato è inadempiente? La vicenda.

E proprio avverso il rigetto della domanda, volta ad ottenere la liquidazione delle spese, degli onorari e dei diritti nei confronti della propria cliente, l’Avvocato X presentava appello, ma la Corte territoriale condivideva la ravvisabilità dell’eccezione di inadempimento formulata dalla controparte e, nel merito, aderiva alla ricostruzione del Tribunale, secondo cui la mancata liquidazione della “astronomica richiesta originaria” per il lucro cessante era dovuta al difetto di espletamento di ogni istruttoria sul punto per mancata ammissione delle relative richieste addebitabile al legale, perché non presente alla relativa udienza.

Contro tale sentenza l’Avvocato X proponeva ricorso in Cassazione denunciando il vizio di motivazione della sentenza di secondo grado quanto all’accertamento della responsabilità professionale dello stesso, desunta dalla mera assenza all’udienza di ammissione delle prove.

Quando l’Avvocato è inadempiente? Il ragionamento della Corte.

Il motivo è fondato. La Suprema Corte parte  dal consolidato orientamento secondo il quale , a prescindere dal fatto che la prestazione sia configurabile come adempimento di un’obbligazione di mezzi o di risultato, il professionista, nello svolgimento della stessa “è obbligato, a norma dell’art. 1176 c.c., ad usare la diligenza del buon padre di famiglia; la violazione di tale dovere comporta inadempimento contrattuale … e, in applicazione del principio di cui all’art. 1460 c.c., la perdita del diritto al compenso”.

Subito però precisa che “l’eccezione d’inadempimento, ai sensi appunto dell’art. 1460 c.c., può essere opposta dal cliente all’avvocato che abbia violato l’obbligo di diligenza professionale purché la negligenza sia stata tale da incidere sugli interessi del cliente” ciò perché il professionista non può garantire l’esito comunque favorevole auspicato dal cliente, ed è contrario a buona fede l’esercizio del potere di autotutela ove non sia pregiudicata la “chance” di vittoria in giudizio.

Pertanto “legittimamente il cliente rifiuta di corrispondere il compenso all’avvocato quando costui abbia espletato il proprio mandato incorrendo in omissioni dell’attività difensiva che, sia pur sulla base di criteri necessariamente probabilistici, risultino tali da aver impedito di conseguire un esito della lite altrimenti ottenibile”.

Quando l’Avvocato è inadempiente? Il caso in esame.

inadempiente
inadempiente

Ciò posto, secondo i Giudici di Piazza Cavour, tale circostanza non si riscontra nel caso in esame, in quanto difetterebbe la verifica che la condotta inadempiente dell’avvocato, consistita nella mancata presenza all’udienza di ammissione dei mezzi di prova e nella mancata produzione di un documento attestante le spese mediche sostenute, avesse costituito con certezza o, quanto meno, con elevata probabilità, causa della perdita della possibilità di accoglimento della pretesa risarcitoria della cliente, sì da far concludere che tali errori professionali avessero reso la prestazione difensiva comunque svolta dal professionista del tutto inutile, ovvero totalmente inadempiuta, con la conseguenza che non sarebbe dovuto alcun compenso.

E ciò, perché, secondo la Corte, la mera mancata presenza in udienza non può intendersi come rinuncia implicita alle richieste istruttorie, già formulate in atti, non potendosi desumere da alcuna norma un obbligo per la parte di insistere in udienza per l’ammissione di una prova già richiesta; ciò che, invece, può desumersi dalla mancata presenza, è, l’opposta, presunzione di voler mantenere ferme le proprie richieste precedenti e su cui il Giudice non si è ancora pronunciato.

Insomma, sembrerebbe facile gridare all’inadempimento … ma valutate quando, negligente l’Avvocato, lo è davvero!

Iolanda Giannola

Ultimi articoli

Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE
ADR, arriva Conciliaweb. Nuovo strumento per le risoluzione delle controversi tra utenti e compagnie telefoniche

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner