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Referendum costituzionale tra forma e sostanza

Referendum costituzionale, il ricorso al Tar sul quesito e il contenuto della riforma. A breve il Tar del Lazio dovrebbe pronunciarsi sul ricorso di M5s e Sinistra Italiana contro il quesito.

Le polemiche sul referendum costituzionale non si placano. Le ultime riguardano il quesito referendario che sarà sottoposto ai cittadini il prossimo 4 dicembre e che è stato elaborato dalla Corte di Cassazione.

Referendum costituzionale, la raccolta firme

Dopo un lungo iter, il testo della riforma costituzionale è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2016  dopo l’approvazione di entrambe le Camere del Parlamento a maggioranza assoluta.

L’art. 138 della Costituzione prevede che una legge di revisione della Costituzione stessa possa essere sottoposta a referendum popolare su richiesta di un quinto dei parlamentari di una delle Camere o su richiesta di almeno 500.000 elettori.

Il referendum era già stato richiesto dai parlamentari, ma i comitati per il Sì e per il No hanno proceduto ugualmente alla raccolta firme per la richiesta del referendum costituzionale raccogliendo il Comitato per il Sì circa 580.000 firme e il Comitato per il No circa 300.000 firme.

Referendum costituzionale, la decisione della Cassazione

La legittimità della richiesta referendaria è decisa dalla Corte di Cassazione, in base alla legge 25 maggio 1970 n. 352, e lo scorso agosto la Cassazione ha ammesso il referendum costituzionale.

La Cassazione stabilisce anche il quesito che sarà sottoposto ai cittadini in base all’articolo 16 della legge 352/1970 che prevede:

Il quesito da sottoporre a referendum consiste nella formula seguente: «Approvate il testo della legge di revisione dell’articolo… (o degli articoli …) della Costituzione, concernente … (o concernenti …), approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero … del … ?»; ovvero: «Approvate il testo della legge costituzionale … concernente … approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero … del … ?». 

Il quesito riporta, quindi, il titolo della legge come approvata dal Parlamento.

Quesito referendum costituzionale
Quesito referendum costituzionale

Referendum costituzionale, la diatriba sul quesito

Il quesito ha immediatamente fatto sorgere una diatriba da parte dei sostenitori del no, in polemica nei confronti del Governo perché la lettura favorirebbe il sì.

Così un gruppo di senatori di Sinistra italiana e Movimento Cinque Stelle ha promosso ricorso al Tar del Lazio sostenendo l’illegittimità del quesito per mancanza dell’indicazione degli articoli modificati o abrogati dalla riforma.

Il quesito approvato dalla Cassazione è il seguente:

«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?».

Secondo i ricorrenti la mancata indicazione degli articoli oggetto della riforma renderebbe il quesito incompleto e fuorviante e ingannerebbe i cittadini sul reale contenuto della riforma.

Il quesito dovrebbe, allora, essere il seguente:

«Approvate il testo della legge costituzionale di revisione degli articoli 48-55-57-58-59-60-61-62-63-64-66-67-69-70-71-72-73-74-75-77-78-79-80-81-82-83-85-86-87-88-94-96-97-99-114-116-117-118-119-120-121-122-126-132-133-135, concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?». 

Referendum costituzionale, la replica del Presidente della Repubblica e del Governo

Il Presidente della Repubblica ha replicato affermando che, contrariamente a quanto sostenuto dai ricorrenti, il quesito non è stato formulato dal Presidente della Repubblica ma dalla Corte di Cassazione in base alla legge 352/1970.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha replicato che tra i milioni di emendamenti presentati per la revisione della riforma costituzionale, non ve n’è stato nessuno che apportasse modifiche al titolo della legge, che viene riportato nel quesito referendario. “Questo quesito è quello che la legge prevede per la riforma costituzionale”, dice Renzi, che ha puntato più volte sulla necessità di affrontare la questione nel merito e non attraverso slogan, ribadendo che ora ci sono persone che dicono che il quesito è sbagliato “ma è quello che prevede la legge” e su quello sono state raccolte le firme da entrambi i fronti. “Mi sono convinto – ha concluso – che si possa fare un dibattito serio sul futuro del Paese che è più importante del mio futuro”.

Referendum costituzionale, più forma che sostanza?

costituzione-italianaQueste polemiche danno molta importanza alla forma e poca alla sostanza.

I cittadini saranno chiamati a decidere se confermare o meno una legge che riforma la nostra Costituzione. E’ evidente che un quesito che riporti l’elenco degli articoli modificati non cambierebbe la sostanza perché, a meno che non sia esperto delle norme costituzionali, il cittadino medio non conosce il contenuto di ogni singolo articolo delle Costituzione.

Sarebbe, quindi, più opportuno informare i cittadini sulle modifiche sostanziali che questa riforma apporterà al nostro sistema legislativo e ai costi della politica. E ogni cittadino dovrebbe arrivare al referendum preparato sul contenuto della riforma, non essendo possibile portarsi una copia della Costituzione nella cabina elettorale.

Per un approfondimento sui contenuti della riforma clicca qui.

Livia Carnevale

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