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Regali al figlio in cambio del suo per-dono? Genitori e violazione degli obblighi di assistenza familiare

Regali  e violazione degli obblighi di assistenza familiare

E’ sempre piacevole ricevere un regalo. E’ bello scartare il proprio pacco sotto l’albero di Natale. E’ fantastico strappare carta e nastro quando il dono giunge nel giorno del compleanno.

Quid iuris, però, se il regalo sostituisce la somma di denaro, stabilita dal giudice a carico del genitore, per assolvere gli obblighi di assistenza familiare?

Il fatto: la condanna per violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 c.p.)

Il Tribunale, la cui pronuncia viene confermata dalla Corte di Appello, condanna il padre alla pena di due mesi di reclusione e alla multa di 200,00 euro, perchè colpevole del reato di cui all’art. 570, cpv. del codice penale.

Aver omesso di corrispondere l’assegno mensile stabilito dall’autorità giudiziaria in sede di separazione consensuale omologata, facendo mancare i mezzi di sussistenza alla figlia minore, dunque, si traduce in condotta penalmente rilevante per violazione degli obblighi di assistenza familiare.

Collocata nel titolo XI che attiene ai “delitti contro la famiglia” e, in particolare, nel capo IV relativo ai “delitti contro l’assistenza familiare” del libro II del codice penale, tale norma incriminatrice risponde all’esigenza di tutelare l’interesse di un soggetto ad essere assistito dai propri familiari dal punto di vista economico e morale.

“Chiunque […] si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale” (artt. 147 e 316 c.c.), pertanto, non si esime da tale responsabilità neppure in presenza dello stato di disoccupazione. Tale circostanza, infatti, non integra prova sufficiente dell’assoluta impossibilità di adempiere l’obbligo di mantenimento, onerando l’imputato del relativo onere probatorio.

Nel caso concreto, inoltre, il reo era consapevole dell’assenza di un’attività lavorativa anche nel momento in cui ha assunto l’obbligo di contribuzione. L’accordo di separazione consensuale sottoscritto dall’agente, infatti, era stato definito quando era già intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato.

Lo stato di bisogno in cui versa la figlia si ritiene, poi, presunto laddove la persona offesa, come nel caso di specie, sia minore d’età.

Cassazione n. 42542/2016 e i precedenti della Corte

3-regaliniIl soggetto che è tenuto all’adempimento di un obbligo di mantenimento commette una violazione dell’art. 570 c.p. anche qualora “si limiti ad effettuare versamenti occasionali ovvero sostituisca arbitrariamente la somma di denaro stabilita dal giudice civile con regalie di beni voluttuari o comunque inidonei ad assicurare il quotidiano soddisfacimento delle esigenze primarie” (Cass., sez. VI, sent. n. 23017/2014).

Se  le “necessità da assicurare prioritariamente” consistono in vitto adeguato, alloggio confortevole, scuola e sanità, allora ogni regalo occasionale e alternativo alla regolare contribuzione costituisce bene superfluo e non indispensabile per soddisfare i bisogni quotidiani del minore.

Tali regali, dunque, non possono rappresentare corretto adempimento dell’obbligo di assicurare i mezzi di sussistenza alla prole.

A tal fine, infatti, è necessaria la messa a disposizione -continuativa, regolare, certa ed adeguata- di mezzi economici in favore del genitore affidatario.

Genitori, dunque, attenti. Via libera ai regali da far scartare…senza dimenticare gli obblighi di assistenza familiare!

Claudia Cascio

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