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Report UNEP: l’accordo di Parigi non è sufficiente per limitare gli effetti dei cambiamenti climatici

Secondo il report UNEP, recentemente pubblicato, gli impegni presi con l’accordo di Parigi non sono abbastanza ambiziosi. Gli esperti dell’agenzia delle Nazioni Unite per l’ambiente informano che gli impegni assunti dai singoli Stati non sono sufficienti per contenere l’aumento della temperatura globale sotto i 2 °C. L’accordo di Parigi, entrato in vigore il 4 novembre scorso, è il risultato di anni di negoziati. Ad oggi, è stato firmato e ratificato da vari Paesi del mondo tra i quali Stati Uniti, Cina e India, responsabili di buona parte delle emissioni di gas serra in atmosfera, ma l’accordo sui cambiamenti climatici non è vincolante.

Cosa accadrà secondo il Report UNEP?

Tenendo conto degli impegni attualmente presi dagli Stati, il report UNEP Emissions Gap prevede che entro il 2030 le emissioni globali potrebbero raggiungere le 54-56 gigatonnellate di biossido di carbonio equivalente. Il dato è molto più elevato rispetto alle 42 gigatonnellate necessarie per poter limitare il riscaldamento globale di 2 °C.

L’agenzia ONU rende noto che anche se l’accordo di Parigi fosse attuato in ogni sua parte, mantenere l’aumento della temperatura mondiale sotto i 2 °C sarebbe molto difficile. Infatti, l’incremento della temperatura ipotizzato per questo secolo è tra i 2,9 e i 3,4 °C.

Report UNEP, come limitare gli effetti dei cambiamenti climatici

Con la pubblicazione dell’Emissions Gap Report, l’agenzia ONU per l’ambiente vuole dare un segnale chiaro a governi, associazioni e società civile: per raggiungere i limiti imposti nell’accordo sui cambiamenti climatici è indispensabile diminuire le emissioni di gas serra di un ulteriore 25% entro il 2030.

Le politiche attuali sul clima sono, quindi, un buon punto d’inizio ma non sono sufficienti per limitare gli effetti ormai evidenti dei cambiamenti climatici.

Quali sono gli effetti dei cambiamenti climatici?

cambiamenti climatici

I più evidenti sono: scioglimento dei ghiacciai, forti precipitazioni come alluvioni e tempeste, ma anche eccessiva siccità e rischio di desertificazione. Gli effetti dei cambiamenti del clima hanno, quindi, delle forti ripercussioni su alcuni settori economici come l’agricoltura, la pesca e il turismo.

Il ruolo di ogni Paese è significativo, le politiche locali possono incidere sul riscaldamento globale. Per ridurre ulteriormente le emissioni di gas a effetto serra, però, è indispensabile includere nel processo anche gli attori non statali come i privati e la cittadinanza.

Report UNEP, l’appello di Erik Solheim

Secondo Erik Solheim, direttore esecutivo dell’UNEP “se non cominciamo fin da ora ad adottare iniziative supplementari, iniziando dall‘imminente conferenza sul clima di Marrakesh, finiremo per dover piangere una tragedia umana evitabile.” Solheim pone l’accento anche sul tema dei migranti climatici “il numero crescente dei profughi per ragioni climatiche colpiti da fame, povertà, malattie e conflitti diverrà un costante promemoria del nostro fallimento. La scienza ci sta dicendo che dobbiamo andare molto più velocemente.”

Durante la COP22 di Marrakech, i leader mondiali discuteranno anche di nuove strategie per limitare l’aumento delle temperature ed elaborare dei piani sempre più concreti ed efficienti per la lotta ai cambiamenti climatici.

Maria Rita Corda

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