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Responsabilità solidale nell’illecito: più tutela per il danneggiato

Pugno di ferro della Corte di Cassazione in materia di responsabilità solidale: rafforzata la tutela offerta al danneggiato dall’art. 2055 c.c.

Il caso, conclusosi con la sentenza n. 8643 del 2016, ha avuto origine da un incidente occorso ad un diciassettenne che, alla guida del proprio motociclo, ha dapprima urtato violentemente contro il guard rail, a causa di un dislivello del manto stradale, procurandosi l’amputazione della gamba destra e, in secondo luogo, mentre si trovava a terra, è stato investito da un’automobile. Al ragazzo è stata riconosciuta una cospicua somma a titolo di risarcimento. Tale condanna è stata emessa, in solido, ciascuno in ragione delle proprie responsabilità, sia nei confronti dell’automobilista, per l’investimento, sia nei confronti dell’Anas spa, il gestore della rete stradale italiana, per il manto stradale rovinato.

Giurisprudenza più recente sull’art. 2055 c.c.

L’automobilista, con la compagnia assicurativa, ha sostenuto in Cassazione che egli avrebbe potuto essere ritenuto responsabile al più per le lesioni successive all’amputazione, non potendosi imputare allo stesso la responsabilità per lesioni cagionate da altri, peraltro molto più gravi. Pertanto, ha concluso, deve ammettersi la configurabilità di due eventi distinti e quindi di due separate responsabilità. Ebbene, la Suprema Corte ha interpretato estensivamente l’articolo di riferimento (art. 2055 c.c.),  il quale richiede, affinché possa configurarsi una responsabilità solidale dei diversi autori di un illecito, l’unicità del fatto dannoso.

Responsabilità concorrente, la definizione

La richiesta dell’unicità del fatto, sostengono i Giudici, va però interpretata in senso relativo, come «volta a rafforzare la garanzia del danneggiato e non ad alleviare la responsabilità degli autori dell’illecito». Anche se il danno, quindi, dipende da fatti illeciti di per sé distinti, deve ritenersi la responsabilità di tutti gli autori, qualora le loro azioni od omissioni siano tra di loro interdipendenti ed abbiano comunque concorso alla produzione del medesimo danno. Non si richiede perciò la simultaneità di tutte le condotte, bensì una certa contestualità delle azioni. In questo caso, l’investimento occorso pochissimo tempo dopo il primo evento, ha comportato un definitivo consolidamento delle conseguenze negative già in corso, senza che si possa distinguere nettamente le responsabilità.

Al fine di tutelare il danneggiato, nei casi in cui vi è un micidiale susseguirsi di diversi eventi dannosi, deve configurarsi la responsabilità di ogni soggetto coinvolto per l’intero quadro generale che si sia, infine, venuto a creare.

Erica Vianini

Sentenza Corte Cass. n. 8643/2016

 

 

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