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Richiesta asilo: il migrante non può essere espulso prima della decisione della commissione

Il soggetto che ha proposto domanda di protezione internazionale ha il diritto di rimare nel territorio dello Stato fino a quando la commissione pertinente prenderà una decisione.

Questo è quanto disposto della Corte di Cassazione su un caso di richiesta asilo. Il migrante, quindi, non può essere espulso prima della valutazione della sua domanda.

Richiesta asilo, il caso

Il giudice di pace di Catania aveva rigettato l’opposizione contro il provvedimento di espulsione nei confronti di una donna che non era in possesso del permesso di soggiorno in quanto riteneva che “la presentazione di istanza per il riconoscimento della protezione internazionale non ostava all’emanazione del decreto di espulsione, in quanto, in caso di suo accoglimento, la richiedente non sarebbe stata rimpatriata ma accolta in apposito centro.”

Con sentenza 19819 del 2018 la Corte di Cassazione ha valutato la domanda di ricorso presentata dal legale della donna che sottolineava la violazione decreto legislativo numero 25 del 2008.  Il ricorso è secondo la Suprema Corte fondato in quanto in base alla norma precedentemente citata “chi abbia proposto domanda di asilo è autorizzato a rimanere nel territorio dello Stato, ai fini esclusivi della procedura, fino alla decisione della commissione territoriale sulla domanda.”

La decisione della Corte di Cassazione

La Corte sottolinea che nel periodo che passa tra la presentazione della domanda e la decisione della commissione competente il richiedente asilo ha il diritto di rimanere nel territorio dello Stato in cui ha proposto domanda di protezione internazionale anche se questa “sia stata presentata dopo l’emissione di un provvedimento di espulsione”.

Sulla base di queste valutazioni, la Suprema Corte ha cassato la sentenza impugnata ponendo l’accento sul fatto che “sussiste il divieto di espulsione e dunque l’erroneità del provvedimento del Giudice di Pace, che non risulta giustificato dal fatto che la presentazione della domanda sia avvenuta in pendenza del presente giudizio.”

Maria Rita Corda

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