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Ricomincia la scuola, la campanella suona senza professori

Cattedre nel caos: cattedre fantasma e sedi incerte; il flop della L. 107/2015

La prima campanella dell’anno, è ormai suonata quattro giorni fa, il 12 settembre 2016, per gli studenti di Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Molise, Piemonte, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto.

Gli alunni della Provincia autonoma di Bolzano erano già rientrati lo scorso lunedì 5 settembre, mentre quelli delle regioni mancanti lo faranno nei giorni prossimi.

Il nuovo anno scolastico 2016/2017 è iniziato nel caos: in questi ultimi giorni, si sono verificati grossi problemi in diverse regioni d’Italia per quanto riguarda le operazioni di nomina in ruolo per la scuola dell’infanzia e per la primaria.

Lo ammette indirettamente lo stesso ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che ha detto ai giornalisti che «ci vorrà ancora qualche settimana» per completare l’assegnazione di tutte le cattedre ai docenti.

Ricomincia la scuola: i numeri

Quest’anno, secondo i dati del Ministero dell’Istruzione, gli studenti saranno quasi 9 milioni (7.816.408 delle scuole statali e 939mila delle paritarie). In particolare, sono 978.081 gli alunni delle scuole dell’infanzia, 2.572.969 quelli della primaria, 1.638.684 i ragazzi della secondaria di I grado e 2.626.674 quelli della secondaria di II grado. Gli alunni diversamente abili sono 224.509.

Fra le regioni con più alunni iscritti, la Lombardia che ne conta 1.190.393, seguono Campania (909.010), Sicilia (754.438) e Lazio (737.940). Per quanto riguarda le superiori, oltre 1,2 milioni di ragazzi frequenteranno un indirizzo liceale, 831.739 un indirizzo tecnico, 546.716 un indirizzo professionale.

Infine, sul territorio sono presenti 8.281 istituzioni scolastiche per un totale di 41.163 sedi.

Scuola nel caos: trasferimenti forzati

Certificati medici, domande di aspettativa, congedi parentali, permessi straordinari.

Piovono le richieste dei professori sulle scrivanie dei presidi, in vista del primo giorno di scuola: pur di rinviare un trasferimento forzato, e inutilmente dispendioso, si ricorre a qualsiasi mezzo.

Questa è una delle conseguenze derivanti dalla corsa alle ricerca del docente mancante, introdotta con la riforma della Buona Scuola, che consente ai dirigenti scolastici di effettuare una «chiamata diretta» dei docenti.scuola docenti

Una volta individuati i ruoli vacanti, con un avviso, i dirigenti scolastici possono cercare gli insegnanti secondo loro più adatti. In alcuni casi c’è stato il tempo di fare anche un colloquio, in altri no.

Secondo le tabelle del Miur, per istituti tecnici e licei, la scadenza per la pubblicazioni degli avvisi delle scuole era il 18 agosto, mentre gli insegnanti interessati potevano condividere i loro curriculum sulla piattaforma «Istanze On Line» dal 16 al 19 dello stesso mese.

La fase di competenza delle scuole, si è chiusa lo scorso 26 agosto e, ai selezionati con questo meccanismo, andrà un incarico triennale.

Ironico, con un pizzico di amarezza, il commento dell’Associazione nazionale presidi (Anp): «Per l’Amministrazione centrale i dirigenti scolastici hanno ormai assunto la veste di “superuomini”, visto che, in assenza ancora del completamento delle graduatorie finali, dovrebbero in quattro giorni comunicare la disponibilità di posti, vagliare le domande e i candidati presenti in graduatoria e procedere a colloqui personali con i docenti presi in considerazione». Davvero impresa da supereroe.

Ricomincia la scuola: il flop del concorsone

La chiamata diretta non è però sufficiente per riempire tutte le cattedre. E chi manca, da dove si pesca? Dal Concorsone.

Le assunzioni previste per quest’anno erano 32 mila, metà dalle graduatorie e metà per i vincitori del concorso.

concorsi

Altro punto dolente di questo avvio d’anno: infatti, ad oggi, oltre 300 commissioni su 800 non hanno completato la correzione degli scritti.

Al ministero dell’istruzione, confermano che si sta procedendo alla chiusura di tutte le graduatorie (ben 1.484).

Secondo il conteggio del mensile Tuttoscuola, alla data del 13 settembre 2016, a meno di 48 ore dal termine, « Continua lo sforzo delle Commissioni e degli uffici Scolastici regionali per portare a conclusione il maggior numero possibile di concorsi.».

Ad oggi, è ancora bufera sugli ammessi del fatidico concorsone tra tante polemiche .

Ma i problemi non finiscono: mercoledì 14 settembre 2016, in merito alle Istanze online e all’inserimento dei curriculum vitae dei docenti neo immessi in ruolo, il sistema informatico del Ministero dell’Istruzione è andato in tilt, a seguito dei troppi insegnanti collegati.

Ricomincia la scuola: la Legge 107/2015

Tutto ha origine dalla nuova Legge di riforma della scuola, n° 107 del 13/07/2015 (in Gazzetta ufficiale del 15/7/2015 n. 162) voluta dal Presidente del Consiglio Renzi, che contiene diverse novità:

  1. Rafforzamento dell’autonomia scolastica anche con la possibilità nelle scuole secondarie di II grado  di inserire nel curriculum materie opzionali.
  2. Piano triennale dell’offerta formativa che viene formulato dal collegio dei docenti sulla base delle indicazioni del Dirigente Scolastico ed approvato dal consiglio d’istituto.
  3. L’organico dell’autonomia comprendente i docenti curricolari e per il sostegno, nonché un organico “funzionale” aggiuntivo per il potenziamento dell’organico dell’autonomia di circa l’8% in più per scuola non impegnati su cattedra. Dall’a.s. 2016/2017 i ruoli saranno regionali e le sedi non saranno più per singola scuola, ma per ambito territoriale inferiore alla provincia.
  4. nuovi poteri del dirigente scolastico fondamentalmente consistenti nella libertà di chiamare direttamente i docenti nella propria scuola ogni tre anni e di valutarli anche ai fini di assegnare ai migliori un bonus in denaro.
  5. Immissioni in ruolo di oltre 100.000 docenti precari in due anni.
  6. Obbligo di formazione in servizio per tutti i dirigenti ed i docenti superando così la facoltatività di tale aggiornamento. I docenti potranno inoltre usufruire di una tessera da € 500 all’anno per spese relative all’aggiornamento, acquisto libri, visite a musei, ecc.
  7. Nuove possibilità per gli studenti consistenti nell’ampliamento dell’offerta formativa, nell’aumento ed obbligatorietà di ore di alternanza scuola-lavoro nell’ultimo triennio delle scuole superiori (200 ore nei licei e 400 ore negli istituti tecnici e professionali).
  8. Benefici economici per le iscrizioni alle scuole paritarie di € 400 di detrazioni di imposta.
  9. L’edilizia scolastica per la quale sono previsti numerosi interventi e finanziamenti.
  10. La copertura finanziaria di circa 3 miliardi di euro annui.
  1. Per gli alunni con disabilità è importante comma 181 lettera c) in cui si prevede una delega al Governo per l’emanazione di un decreto legislativo sul miglioramento dell’inclusione scolastica con cui dovrebbe ridefinirsi il ruolo dei docenti di sostegno con particolari obblighi di formazione pedagogico didattica

La Scuola è iniziata da pochissimo, ma le polemiche sono già tantissime.

Anche questo nuovo anno scolastico, nonostante le nuove normative e i buoni propositi, non ha dato , ancora, i frutti sperati.

Maria Teresa La Sala

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