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Come ridurre i rifiuti? Ecco il regolamento sul vuoto a rendere

Lo scorso 10 ottobre è entrato in vigore il regolamento sul vuoto a rendere del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Il vuoto a rendere non è una pratica sconosciuta dagli italiani, infatti, veniva utilizzata in passato con il vetro. Ora è ufficialmente tornata e sarà un metodo aggiuntivo per ridurre la produzione di rifiuti. Ma in cosa consiste? Scopriamolo insieme…

Vuoto a rendere: cosa prevede la sperimentazione

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Da ora, il consumatore che acquista acqua minerale e birra in bottiglie di vetro, plastica o altri materiali potrà decidere se restituire il contenitore al barista o commerciante e ricevere in cambio una piccola cauzione versata al momento dell’acquisto.

La sperimentazione è su base volontaria e ha una durata di 12 mesi. Il singolo esercente può, quindi, decidere se aderire all’iniziativa del vuoto a rendere. È valida per gli imballaggi serviti al pubblico da alberghi e residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo. I contenitori dovranno avere un volume compreso tra 0,20 e 1,5 litri.

Al termine della fase di sperimentazione si valuterà se estendere il sistema del vuoto a rendere anche a altre tipologie di prodotto.

Per incentivare l’utilizzo del vuoto a rendere, il ministero ha previsto la concessione del patrocinio e la possibilità di utilizzare il logo ministeriale a tutti gli operatori che faranno delle campagne di promozione e comunicazione sul tema.

Vuoto a rendere: obiettivo

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L’obiettivo principale di questo regolamento è prevenire la produzione dei rifiuti e incentivare la popolazione a riutilizzare gli imballaggi usati. Quando il consumatore finale restituisce la bottiglia di birra all’esercente, questa entra in un circuito in cui viene successivamente sottoposta a igienizzazione che le permette di ritornare in commercio con dei costi molto inferiori rispetto alla produzione di un imballaggio completamente nuovo. Una pratica che rientra in toto nel sistema dell’economia circolare che mira a migliorare la situazione ambientale del nostro pianeta.

Delle piccole azioni che unite insieme fanno tanto e si inseriscono in un circuito virtuoso. In alcuni Paesi europei il vuoto a rendere è una pratica consolidata che sta portando degli ottimi risultati. In sintesi, questo è un modo per risparmiare economicamente e aiutare l’ambiente che circonda.

Maria Rita Corda

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