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Cappato: “Dopo il caso Piludu, sia garantito a tutti il diritto a interrompere le terapie”

 

Sfinito da anni di lotta contro la Sla, Walter Piludu è scomparso il 3 novembre scorso: quasi sei mesi dopo che il giudice tutelare del Tribunale di Cagliari, Isabella Delitala, ha riconosciuto la «legittimità della richiesta di pretendere dai sanitari coinvolti il distacco dei presidi medici per il sostegno vitale, compresa la ventilazione assistita». Il distacco dal respiratore, eseguito secondo le indicazioni del magistrato, è avvenuto «con modalità tali da garantire un adeguato e dignitoso accudimento accompagnatorio della persona», cioè sotto adeguata sedazione.

Piludu, ex presidente della provincia di Cagliari e volto storico della sinistra sarda, aveva dovuto comunicare alla Asl le proprie volontà con il solo movimento degli occhi e utilizzando la posta certificata, ma non era riuscito a trovare nemmeno un notaio disponibile ad autenticare la propria richiesta. La scelta di rivolgersi ad un giudice per ottenere ascolto è stata dunque quasi necessitata, resa possibile anche grazie alla vicinanza dell’Associazione Luca Coscioni.

«Se una persona come Walter Piludu – molto preparata, assistita dalla famiglia e dagli amici che hanno supportato la sua scelta insieme a medici ed esperti coinvolti – ha dovuto comunque aspettare sei mesi per porre fine a una condizione alla quale non avrebbe voluto essere sottoposto un giorno in più, possiamo solo immaginare quali difficoltà sbarrino quotidianamente la strada a decine di migliaia di malati che non possono contare sul medesimo straordinario supporto», commenta afferma Marco Cappato, Promotore della campagna Eutanasia legale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. «Per evitare che solo una esigua minoranza di malati possa vedere rispettati i propri diritti in tempi ragionevoli – aggiunge Cappato – è fondamentale che il Ministero della salute intervenga con una circolare che dia indicazioni precise affinché non sia più necessario l’intervento di un giudice per far rispettare un diritto costituzionale violato»

A dieci anni dalla morte di Piero Welby, rilevano infine dall’Associazione Luca Coscioni, la politica non è riuscita a trovare una formula per disciplinare in modo adeguato il trattamento di fine vita e il malato è lasciato solo, con l’unica prospettiva di ingaggiare una battaglia legale in tribunale. La lotta silenziosa di Walter Pilidu, «insieme a quella di Beppino Englaro per Eluana hanno fatto compiere all’Italia quei passi avanti che il Parlamento non riesce a compiere. Anche per smuovere le Istituzioni, ci riuniremo alla Camera dei Deputati il 20 dicembre, nel decennale della morte di Welby».

(Amer)

 

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