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Rischio amianto, presentato il Testo unico

Rischio amianto, presentato il Testo unico

Presto l’Italia potrebbe dotarsi di uno strumento che consenta di accelerare la bonifica dall’amianto, un materiale che, secondo i dati, fa 1200 vittime ogni anno nel Bel Paese. Sono trascorsi 24 anni dalla sua messa a bando ma, finora l’Italia non era riuscita a risolvere i problemi ambientali e di saluti causati dall’amianto.

Durante la seconda assemblea nazionale sull’amianto, è stato presentato il primo Testo Unico, un disegno di legge elaborato dalla Commissione sugli infortuni sul lavoro al Senato.

Obiettivo della proposta di legge è quello di permettere alle Regioni e alle Asp di mappare interamente l’amianto ancora presente sul territorio, con l’obbligo di denuncia e bonifica esteso a tutti gli edifici pubblici e non.

Una volta approvato, il Testo Unico consentirà anche di censire tutte le patologie legate all’amianto: sarà il medico ad avere l’obbligo di trasmettere le informazioni relative ai pazienti per l’inserimento nel registro tumori presso l’Inail.

Rischio amianto, presentato il Testo Unico: ecco cosa prevede

amianto-02Campo di applicazione del Testo Unico sono tutte le strutture edilizie, pubbliche e private, i siti industriali dismessi, i mezzi di trasporto e i macchinari: si tratta di una novità rispetto a quanto disposto dalla legge n. 257/1992 che si riferisce in linea di principio agli edifici pubblici.

Quanto alla tutela dell’ambiente, il disegno di legge individua il soggetto titolare degli obblighi funzionali alla bonifica nel proprietario dell’edificio o dei beni e, nel caso di proprietà in condominio, con l’amministratore condominiale. L’obbligo di bonifica e l’individuazione di un soggetto titolare costituiscono una novità.

Inoltre, il ddl introduce anche l’obbligo di valutazione del rischio e di denuncia degli edifici o dei beni che possono emanare fibre di amianto per una mappatura omogenea da parte di Regioni e Asl, che devono formulare il piano regionale amianto.

Il Testo Unico prevede tra l’altro l’obbligo di trasmissione da parte del medico e dell’Asp ai Centri operativi regionali (Cor) delle informazioni acquisite, in caso di accertamento di patologia, ai fini dell’inserimento nel registro tumori presso l’Inail.

I lavoratori esposti all’amianto per un periodo non inferiore a 10 anni possono ottenere il beneficio pensionistico: l’Inail deve infatti computare anche permessi, festività, ferie, periodi di sospensione per malattia o infortunio o collocamento in cassa integrazione.

Infine, il novero delle attività lavorative si estende anche a quelle che espongono il soggetto a un rischio indiretto nonché a quelle che possono causare un rischio per l’ambiente esterno. Il testo stabilisce l’obbligo per il datore di lavoro di occuparsi non solo dei dipendenti ma anche della collettività.

Eloisa Zerilli

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