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Il nuovo rito c.d. “superspeciale” ex d.lgs. 50/2016

La pronuncia del  Consiglio di Stato intervenuta con la sentenza n. 4994/2016 , in data 25 novembre 2016, riguarda l’applicabilità del  nuovo rito c.d. “superspeciale” in materia di appalti pubblici, così come previsto dal d.lgs. 50/2016.

Tutto ciò può sintetizzarsi nel ricorso a un termine breve, ovvero 30 giorni per l’appello dalla comunicazione della sentenza, riguardante le impugnazioni delle decisioni, pronunciate nell’ambito del rito superspeciale, introdotto all’art. 204 del d.lgs.50/2016, atto a determinare l’esclusione dalle procedure di affidamento, oltre all’esistenza dei requisiti economico-finanziari.

Il provvedimento, implica, come requisito fondamentale la conoscenza dello stato di cose da parte delle imprese partecipanti alle gare.

Esistono delle disposizioni contenute nell’art. 120 c.p.a che parlano di rito accelerato per le impugnazioni di ammissioni ed esclusioni, sicché il termine breve si inserisce solo all’interno del regime procedurale, inerente la sola impugnazione di sentenze di primo grado, pronunciate e definite ai sensi dei commi 2 bis e 6 bis dell’art. 120 c.p.a.

Il rito superspeciale riguarda tutta la procedura di gara.

E’ da escludere, comunque, la sindacabilità delle commissioni incaricate di valutare le offerte tecniche, con i relativi punteggi, eccezion fatta, quando si abbia un’erronea rappresentazione della realtà o nel caso di deliberazione del tutto illogica.

Le disposizioni introdotte dal d.lgs. 50/2016, nonché le nuove regole processuali contenute nell’art. 204 dello stesso, si applicano solo alle procedure bandite bandite dopo il 19 aprile 2016. Ogni altra lettura và infatti rigettata.

Si vuol in questo modo rendere più trasparente e lineare un procedimento che necessitava di maggiore esplicitazione.

Saverio Giovanni Bertè

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