Shopping Cart

Sanità, è reato rimandare la visita del paziente

Sanità, rifiuta la visita del paziente e commette reato di rifiuto di atti d’ufficio

Commette il reato di rifiuto di atti di ufficio, di cui all’art.  328 c.p., il medico del Pronto Soccorso che rimanda la visita del paziente.

Non passa giorno che non giungano segnalazioni di disservizi nei reparti di Pronto Soccorso degli ospedali di tutta Italia a causa di lunghe file ed interminabili attese.

Tuttavia i disagi non mancano anche nel caso ci si trovi in totale assenza di altri pazienti da visitare.

Il caso riguarda una anziana donna che, recatasi al Pronto Soccorso per un forte dolore al braccio, in conseguenza di una caduta accidentale in bagno, tornava a casa senza che fosse stata visitata dal medico di turno perché “a quell’ora si era da poco messo a riposare”, dovendo ripresentarsi così il giorno successivo per eseguire la visita e la radiografia per una possibile frattura.

La Cassazione con la recentissima sentenza n. 40753/2016, ha stabilito che la persona che si presenti al Pronto Soccorso, lamentando un disturbo, ha il pieno diritto ad essere sottoposta a visita ed il medico che la rinvii ad un momento successivo commette il reato di rifiuto di atti d’ufficio previsto dall’art. 328 c.p.

Tale reato si configura tutte le volte in cui il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio rifiuti di compiere un atto del suo ufficio che deve essere tempestivamente adottato.

Questo è, dunque, ciò che accade al sanitario di turno che si sottragga al preciso obbligo giuridico di assistenza medica, ledendo così non solo l’interesse del privato danneggiato, ma lo stesso buon andamento e trasparenza della pubblica amministrazione.

Sanità, i diritti del paziente che necessita una visita medica

fascicolosanitarioSe vi ritrovate ad aver a che fare col Pronto Soccorso, per un infortunio più o meno grave, dovete sapere che il medico di turno ha un preciso dovere di sottoporre il paziente a visita medica.

Tutti i pazienti, infatti, devono essere visitati anche nel caso in cui il rinvio della visita non provochi l’aggravamento delle loro condizioni di salute, ricorrendo l’urgenza tutte le volte in cui la visita sia richiesta con insistenti pressioni.

La Cassazione ha precisato che nel nostro Paese, in base alle norme giuridiche vigenti, il medico di turno presso il Pronto Soccorso ha il preciso dovere di verificare in modo tempestivo le condizioni di salute del paziente e formulare una diagnosi non essendo tale intervento rinviabile al giorno successivo.

L’assegnazione del codice di triage vale soltanto a definire un ordine di visita fra più pazienti in attesa, ma non ad escludere la stessa qualora il paziente sia valutato come non grave dal personale paramedico.

Rosanna Guarnaccia

Ultimi articoli

Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE
ADR, arriva Conciliaweb. Nuovo strumento per le risoluzione delle controversi tra utenti e compagnie telefoniche

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner