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Il Consiglio di Stato sanziona Alitalia, andata e ritorno sono biglietti autonomi

Può capitare a chiunque di perdere un aereo per motivi personali o per cause di forza maggiore ma in pochi sanno dell’esistenza della cosiddetta no show rule, una pratica poco attenta alle necessità dei passeggeri e adottata da molte compagnie aeree quando il passeggero non si presenta al gate per il volo d’andata.

Con una sentenza del Consiglio di Stato pubblicata lo scorso 30 settembre, cambiano le carte in tavola e, se prima il passeggero che perdeva l’aereo rischiava di vedersi cancellato anche il ritorno o le tratte successive, adesso le compagnie aeree devono adeguarsi.

“No show rule”: il ricorso di Alitalia

voli

A fare ricorso contro l’Antitrust, è stato il vettore italo-arabo erede del gruppo privato guidato da Roberto Colaninno: la compagnia si è prima trovata davanti ai tecnici dell’Antitrust, poi ai giudici del Tar e infine ai supremi giudici amministrativi che hanno considerato sanzionabili le cattive abitudini del passato.

In estrema sintesi, prima d’ora, in base alla regola del no show rule, il passeggero che non si presentava in aeroporto per il volo di andata si vedeva cancellare d’ufficio anche il ritorno. Tuttavia, adottata in passato anche da compagnie aeree quali Lufthansa, Air France e Klm, la procedura era già stata oggetto di sanzione da parte dei giudici.

Inizialmente, dopo ben oltre tre anni di ricorsi, Alitalia ha tentato di porre fine alla vicenda nel corso della scorsa estate, attraverso un accordo con il Garante per la Concorrenza che prevedeva per i passeggeri la possibilità di ottenere la conferma del volo di ritorno, pur perdendo il volo di partenza.

“No show rule”: Alitalia non cede

I passeggeri potevano infatti telefonare al call center Alitalia prima del volo o entro le 24 ore successive al mancato decollo, ottenendo gratuitamente il via libera al volo di ritorno. Dopo un ripensamento e al contrario di altri vettori, la compagnia di bandiera italiana ha deciso di portare avanti la battaglia legale per evitare di dover estendere le procedure più soft del no show anche ai volti internazionali.

Pur non ritenendo illegittima la procedura in sé, l’Autorità per la Concorrenza ha posto l’accento sulla carenza di adeguata informazione ai consumatori sull’esistenza di limitazioni all’uso del biglietto aereo, nel caso di mancata fruizione di una delle tratte andata/ritorno.

Si legge nella sentenza che la sanzione posta nei confronti di Alitalia è dettata da alcune pratiche commerciali, tra cui «insufficienti modalità d’informazione ai consumatori nella procedura di acquisto di biglietti aerei sul sito internet in lingua italiana (www.alitalia.com/it) circa la diversa identità del vettore operativo, per non avere adeguatamente informato i consumatori, nell’ambito della procedura di acquisto, circa una caratteristica essenziale dell’offerta, ovvero circa il fatto che alcune tratte non erano operate direttamente bensì da un diverso vettore aereo di nazionalità estera, la compagnia rumena Carpatair».

Alitalia è stata sanzionata altresì «per le modalità ingannevoli di presentazione ai consumatori dell’offerta denominata “Carnet Italia”, per non aver consentito all’utente un’immediata e chiara comprensione delle limitazioni previste nell’apposita specifica classe tariffaria e delle reali condizioni di utilizzo del prodotto».

Quella del Consiglio di Stato è una decisione che chiude in via definitiva la questione della no show rule, arrecando non pochi problemi per le compagnie quanto alle politiche da adottare per il rimborso e ai termini di emissione dei biglietti: una sanzione che si ripercuoterà senza dubbio su situazioni analoghe di compagnie che potrebbero pagare care le conseguenze delle proprie politiche.

Eloisa Zerilli

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