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Via libera ad infradito, ciabatte e tacchi alla guida: l’unico limite è il buon senso

Via libera ad infradito, ciabatte e tacchi alla guida: l’unico limite è il buon senso

Nella vita, capita di guidare in condizioni sinceramente impresentabili: tornare a casa dalla piscina in infradito, arrivare da un amico in pigiama e ciabatte. Ma ci sono delle regole su quali scarpe indossare? Sembrerà un’inezia, ma, nella mente del conducente medio, s’insinua il dubbio che la stradale, trovandogli ai piedi zoccoli o pantofole, possa avere da ridire.

Scarpe alla guida, gli obblighi previsti dal Codice della Strada

ciabatte-guidaNonostante lo zelo del legislatore, il Codice della strada non disciplina specificamente la scelta delle calzature adatte alla guida. Per rimediare al silenzio della normativa, il sito ufficiale della Polizia di Stato è intervenuto direttamente sul tema con un curioso comunicato, dissipando ogni dubbio: il limite principale nella scelta è il buon senso. Sulla scorta delle norme generali del Codice il guidatore deve sempre avere la massima padronanza del veicolo, in modo da non “costituire pericolo od intralcio alla circolazione”. Se riesce a mantenere il controllo della vettura, può quindi calzare (e persino non calzare) qualsiasi cosa voglia. Si intende che, rispetto alle grandi speculazioni sulle strutture ontologiche del diritto, la ciabatta alla guida potrà sembrare una sciocchezza: ma è uno delle questioni pratiche su cui si sono sprecate le leggende metropolitane giuridiche. Ora, dopo il chiarimento della sito ufficiale www.poliziadistato.it, niente più sudori freddi vedendosi bersagliati dalla paletta della stradale mentre si torna dalla spiaggia in costume, canotta e infradito. È stato, in sostanza, affermato una sorta di sacrosanto diritto alla scelta dell’outfit, dalla testa ai piedi, purché non comprometta l’abilità di guidare. Il via libera non salva solo ciabatte, zoccoli e pattine. Sotto processo erano anche i tacchi vertiginosi e la vecchia pratica, agreste ma intramontabile, della guida a piedi nudi. Tana libera tutti, quindi. Ma il lasciapassare incondizionato spaventa un po’, soprattutto in tempi in cui gli stilisti scatenano la creatività nelle forme, creando scarpe dalle strutture davvero impensabili.

E in caso di incidente?

Se al classico “posto di blocco”, gli agenti non potranno sindacare il gusto in fatto di calzature, resta una precisazione importante sulla questione dei sinistri stradali. In caso di incidente, le assicurazioni potrebbero appellarsi ingegnosamente ad ogni particolare, guardando anche i piedi del guidatore, per la determinazione della colpa o per la rivalsa sull’automobilista. Il verbale delle forze dell’ordine, eventualmente intervenute, menzionerà sicuramente calzature disagevoli, alimentando insinuazioni e dubbi. E si può ben dire che la creatività di molti assicuratori rasenta quella degli stilisti. Ma, in sostanza, alla domanda sul cosa indossare, l’ordinamento risponde garantendo la massima libertà nei limiti del solo buon senso. Tutto si può dire, e perdonerete l’ironia, tranne che non sia una soluzione “calzante”.

Davide Gambetta

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