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See and Treat: il Tar Lazio accetta il nuovo sistema di funzionamento del Pronto Soccorso

Il  See & Treat è un servizio infermieristico, originario dell’ordinamento anglosassone ed attualmente in via di diffusione nel nostro paese, che prevede la gestione delle problematiche mediche di lieve entità caratterizzate da codici bianchi o azzurri nei Pronto Soccorsi direttamente da parte di ambulatori infermieristici senza coinvolgimento del medico.

See & Treat, i vantaggi del protocollo infermieristico nella gestione del Pronto Soccorso

I sistemi di See & Treat hanno lo specifico scopo di contenere il sovraffollamento del pronto soccorso affidando la problematica direttamente all’attenzione e gestione dell’infermiere, lasciando i medici disponibili per le questioni di maggiori gravità implicanti le necessarie conoscenze proprie del medico.

Questi protocolli si basano sul sempre maggior grado di specializzazione degli infermieri che ad oggi sono certamente in grado di gestire determinate patologie di minor gravità che non sono cioè di entità tali da richiedere il necessario intervento del medico.

L’Ipasvi (Federazione nazionale collegi infermieri) ha da sempre sostenuto questo sistema evidenziando come lo stesso sia immune da rischi per i pazienti e finalizzato ad abbatte interventi impropri, liste di attesa interminabili, e code strazianti per i pazienti del pronto soccorso.

Infatti, il pagamento del ticket nei casi in cui l’accesso al Pronto Soccorso sia classificato dal medico con codice bianco al momento della dimissione non si è rivelato misura sufficiente a combattere il fenomeno degli accessi  inappropriati degli utenti al Pronto Soccorso pure nei casi in cui non occorrano prestazioni sanitarie urgenti.

Questo protocollo infermieristico potrebbe dunque essere uno strumento utile per garantire il miglior funzionamento del Pronto Soccorso, come peraltro dimostrato dall’esperienza concreta. Infatti In Italia la regione Toscana che ha attuato per prima questo modello assistenziale ha riscontrato, in base ai dati tratti dalle indagini dell’Ipasvi, una diminuzione del tempo di attesa medio prima della visita del 65%. A seguito dei tali risultati, altre regioni hanno adottato il protocollo infermieristico del See & Treat.

See & Treat, la pronuncia del Tar Lazio

Il protocollo del See & Treat, ormai applicato in alcune regioni italiane, mostra di riuscire ad ottenere ottimi risultati concreti ma al contempo suscita non poche perplessità circa la sua legittimazione giuridica.

Il Tar del Lazio, sezione terza quater, con la sentenza n. 10411 del 19 ottobre 2016, ha dato il definitivo assenso a questi sistemi di See & Treat.

Con questa pronuncia, il Tar Lazio ha respinto il ricorso presentato dall’Ordine dei Medici di Roma che nel 2015 aveva chiesto l’annullamento della determinazione con cui l’Asl di Roma C aveva disposto l’attivazione in via sperimentale degli  ambulatori infermieristici sul modello See and Treat.

Il Tar ha quindi dato il via libera a questi sistemi purché siano rispettate alcune condizioni.

In primo luogo, il Tar afferma che al servizio si accede dopo il passaggio per il “triage” svolto da personale infermieristico che classifica i pazienti secondo un codice di priorità assistenziale in base alle concrete necessità fisiche in maniera compatibile con l’andamento del flusso all’interno della struttura ospedaliera. Quindi è l’infermiere che stabilirà se il paziente dovrà andare al pronto soccorso ordinario per farsi seguire da un medico o se sarà sufficiente accedere al See & Treat. Il Tar ribadisce che tale attività classificatoria, diversa dall’attività di diagnosi della malattia, rientra senza alcun dubbio nelle competenze e capacità tecniche del personale infermieristico. Inoltre il Tar ribadisce il principio, già affermato dalla Cassazione penale per cui l’infermiere del pronto soccorso adibito ad attribuire i codici di priorità (c.d. “triage”) risponde di omicidio colposo qualora il paziente muoia per un ritardato intervento indotto da una sottovalutazione dell’urgenza del caso.

In secondo luogo, il Tar precisa e in un certo senso rassicura i pazienti circa l’effettiva competenza del personale infermieristico che ha subito un’importante evoluzione specialistica nel tempo. Gli infermieri non sono più soltanto capaci di fare iniezioni e medicazioni ma a seguito di formazione universitaria e tirocini specialistici hanno le necessarie competenze per operare nelle aree di urgenza del pronto soccorso. Il Tar inoltre richiede che il personale infermieristico dell’area See & Treat sia costituito dagli operatori più esperti e che comunque abbiano ricevuto una formazione specifica per la patologia di competenza.

Infine il Tar precisa la necessità che il See & Treat sia sottoposto ad un controllo dei medici, affermando che il medico di Pronto Soccorso deve essere sempre in contatto in via telematica col servizio See & Treat e che dunque tale supervisione deve essere sempre diretta, costante e contestuale all’intervento infermieristico.

Si tratta dunque di una sentenza di fondamentale importanza che ribadisce la legittimità del servizio See & Treat sancendone le condizioni essenziali di effettiva garanzia del paziente che vi accede. Si tratta dunque di un sistema che, soprattutto a seguito di tale riconoscimento giurisprudenziale, è destinato anche nel nostro paese ad avere crescente diffusione a vantaggio del funzionamento del Pronto Soccorso ordinario.

Martina Scarabotta

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