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Sentenze scritte da un’intelligenza artificiale? Ora si può

Utilizzare l’intelligenza artificiale per dirimere anche le questioni legali. È quello che hanno provato a fare un gruppo di computer scientist della University College London, mettendo a punto un software che fosse in grado di confrontare evidenze legali, principi e norme giuridiche, in modo da arrivare a una previsione quanto più corretta possibile dell’esito della sentenza.

L’intelligenza artificiale che ha esaminato i casi della Corte Europea

Per farlo? All’intelligenza artificiale sono stati dati in esame oltre 580 casi di pertinenza della Corte Europea dei Diritti Umani. Si trattava di casi di tortura, discriminazione, violazione della privacy e al software è stato chiesto di tenere conto delle informazioni generiche sul caso, dei data set disponibili, ma anche di una serie di elementi “soft”. Nella formulazione del verdetto dell’intelligenza artificiale, infatti, un ruolo fondamentale sembrano averlo giocato il linguaggio utilizzato dai giudici europei e alcuni topic di maggiore ricorrenza all’interno dei testi analizzati —non a caso, del resto, quello in questione era un programma di analisi testuale e semantica dei documenti.

4 sentenze su 5 indovinate dall’intelligenza artificiale

Il risultato? È stato per certi versi sorprendente. In almeno il 79% dei casi, 4 su 5, l’intelligenza artificiale è arrivata alla stessa sentenza pronunciata dalla Corte Europea. Non si tratta certo di suggerire l’opportunità che l’intelligenza artificiale sostituisca giudici e avvocati in carne ed ossa, precisano dalla University College London. O non ancora, almeno. Software di intelligenza artificiale come questi, però, potrebbero già aiutare a velocizzare gli iter legali, evidenziando pattern che possano condurre a sentenze simili per esempio o, nello specifico della Corte Europea dei Diritti Umani, potrebbero fornire valido aiuto nel decidere se si tratti o meno di casi di violazione del diritto —per il trial del software, tra l’altro, sono stati utilizzati sia casi effettivamente riconosciuti dalla corte come “violanti” i diritti umani che non.

Se l’intelligenza artificiale ci dice qualcosa sull’approccio al diritto

Certo, serve continuare a lavorare sui dati e sulla precisione dell’interpretazione fornita. Fin qui, però, l’intelligenza artificiale sembra aver dato insight importanti anche sull’interpretazione del diritto da parte dei giudici europei. Il software, infatti, ha mostrato per esempio come a contare di più nella formulazione della sentenza non sono tanto le issue legali in senso stretto, quanto aspetti più concreti e reali. Un approccio “realista”, insomma, vincerebbe a oggi su quello “formalista” secondo l’intelligenza artificiale.

Virginia Dara

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