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Sfregio al volto, quando la lesione è gravissima

Sfregio al volto, quando la lesione è gravissima

I giudici della Cassazione ritengono non trascurabile il danno psicologico che la vittima di uno sfregio al volto, sia esso facilmente occultabile perché poco visibile, è costretto a patire per tutta la propria vita. L’autore del danno risponderà di lesione gravissima.

È con la recente sentenza n.21394 dello scorso 23 maggio, che la Corte di Cassazione ha inteso fare chiarezza su un punto di primaria importanza in tema di lesioni personali gravissime e cioè su cosa debba intendersi per sfregio permanente al volto e su quale “tipo di cicatrice” possa essere fatta rientrare in questa categoria.

Sfregio al volto, i fatti

K.K. S.A.M. veniva condannato alla pena di sei anni e un mese di reclusione, pena prevista dall’art. 583 comma 2 n.4 c.p., oltre risarcimento danni, per aver cagionato delle lesioni gravissime al volto di W.F.

La vittima riportava uno sfregio permanente al volto consistente in una cicatrice di ben 14 centimetri.

La Corte d’Appello di Messina confermava la decisione assunta dal Tribunale, ma l’imputato proponeva ricorso in Cassazione.

La difesa dell’imputato riteneva che la cicatrice sul volto della vittima fosse «superficiale» e pertanto riteneva non sussistente la circostanza aggravante ascritta al suo assistito, avendo i giudici di primo grado e conseguentemente anche quelli d’Appello, nel condannare l’imputato, disatteso le risultanze della perizia medico-legale eseguita già in primo grado.

La Cassazione nel rigettare il ricorso proposto perché infondato, ha chiarito che ciò che conta ai fini della qualificazione della lesione come gravissima non è tanto la tipologia della ferita riportata al volto dalla vittima, quanto piuttosto le conseguenze di carattere psicologico che questa dovrà patire.

Sfregio al volto, quando la lesione è gravissima

“In tema di lesioni gravissime, integra lo sfregio permanente qualsiasi nocumento che, senza determinare la più grave conseguenza della deformazione, importi un turbamento irreversibile dell’armonia e dell’euritmia delle linee del viso, con effetto sgradevole o d’ilarità, anche se non di ripugnanza, secondo un osservatore comune, di gusto normale e di media sensibilità.” (Sez. 5, n. 32984 del 16/06/2014).

Nel riportare la massima di una sentenza risalente al 2014 i giudici della Cassazione hanno orientato la loro decisione facendo discendere da questa l’importante precisazione che uno sfregio permanente al volto, sia esso di lieve o grave entità, comporta irrimediabilmente per la vittima un danno non soltanto fisico ma soprattutto psichico, pertanto chi si sia reso responsabile di una condotta dalla quale ne sia derivata una lesione al volto sarà punito con la reclusione da sei a dodici anni.

La cicatrice potrà pur essere lieve e quindi facilmente occultabile, ma sicuramente indelebile sarà per la vittima il ricordo di quanto accadutogli.

Giusy La Bianca

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