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Sì alla maggiorazione del 10% sulle multe non pagate

I giudici di legittimità con sentenza n. 21259/2016, hanno analizzato la maggiorazione degli interessi da ritardo nel pagamento delle sanzioni del Codice della Strada.

Dall’appello alla sentenza del Giudice di Pace romano, si deduceva la nullità della cartella per decadenza dei termini di riscossione ex all’art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973; la violazione dell’art. 6 dello Statuto del contribuente e l’illegittima maggiorazione delle sanzioni applicate, ex art. 27 della legge n. 689 del 1981.
Il Tribunale (in funzione di giudice di appello) accoglieva il gravame quanto alla dedotta inapplicabilità dell’art. 27 di cui alla L.689/1973,  alle sanzioni amministrative per violazioni al Codice della Strada.

Condannava la società Equitalia Sud S.p.A. e il Comune di Roma Capitale in solido, al rimborsare delle somme allappellante.

Il ricorso

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Equitalia esperiva ricorso per Cassazione ex art. 360, co.1, n.3 c.p.c., eccependo la violazione e falsa applicazione dell’art. 27 della legge n. 689 del 1981,poiché vigente anche per le sanzioni amministrative da violazione del C.d.S.

La sentenza di appello si fondava su un precedente della stessa Corte (Cass. civ. sent. n. 3701/07) che affermava che alle sanzioni derivanti da violazioni stradali, si applicasse l’art. 203 C.d.S., comma 3.

Secondo tale orientamento, la norma veniva applicata in deroga all’ art. 27 della L. n. 689 del 1981, ove si afferma che in caso di ritardo nel pagamento della sanzione irrogata nell’ordinanza-ingiunzione, segua l’iscrizione a  ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10%.

La Corte superando il contrasto giurisprudenziale, ha aderito all’ altro orientamento suffragato da varie sentenze (Cass. civ.n. 22100/2007 e n. 1884/2016).

Si è ha ritenuto che nei casi di ritardo nel pagamento, la maggiorazione del 10% semestrale, ex art. 27 della l. n. 689 del 1981, abbia natura di sanzione aggiuntiva, che sorge dal momento in cui diviene esigibile la sanzione principale. Sicché è legittima l’iscrizione al ruolo e l’emissione della relativa cartella esattoriale.

La Corte conferma tale orientamento sulla base della lettera dell’articolo 206 del C.d.S., precisando che se il pagamento non è effettuato nei termini di legge, la riscossione delle somme dovute a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria è regolata dall’art. 27 della stessa legge 24 novembre 1981, n. 689.

Va da sé che anche dette sanzioni, rientrino nella “rottamazione” di Equitalia varata dal Governo Renzi.In detti casi verranno cancellati gli interessi di mora e la maggiorazione del Comune, purché le multe siano datate tra 2000 e 2015.

Mediante un apposito modulo fruibile dal sito Equitalia, il contribuente potrà  scegliere il quantum delle rate da  pagare (massimo 4, al tasso del 4,5% annuo) e il quomodo (domiciliazione sul conto corrente o bollettini).

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20161021/snciv@s30@a2016@n21259@tS.clean.pdf

Sarah Viscardi

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