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Si è chiuso ieri a Palermo l’VIII Congresso dell’ANF, Pansini: le nostre proposte per migliorare la giustizia, il processo civile la vera emergenza

Dopo tre giorni di lavoro, si è concluso ieri a Palermo  il VIII Congresso dell’Associazione Nazionale Forense. Tanti i temi sul tappeto, in un confronto serrato che ha visto gli avvocati confrontarsi a 360 gradi sulle questioni più calde che riguardano  la professione e il funzionamento della giustizia. Grande attenzione è stata dedicata alle novità connesse alle aggregazioni professionali e alle società tra avvocati,  alla figura dell’avvocato dipendente e all’innovazione tecnologica nella professione legale.

L’assemblea di ieri ha eletto i primi ottanta membri del consiglio nazionale dell’Associazione, che, con la integrazione dei componenti provenienti dalle sedi, si riunirà poi a fine giugno per procedere all’elezione degli organi direttivi: Segretario generale e Direttivo Nazionale, oltre all’ufficio di Presidenza.
“Occorre prestare attenzione ai cambiamenti e alle trasformazioni della società – ha dichiarato il segretario generale uscente Luigi Pansini –  e comprendere come i cambiamenti impattano sulla giurisdizione, la giustizia e la professione; oltre individuare i possibili strumenti per coniugare le regole del diritto e della professione con quelle dell’economia, della globalizzazione e dell’innovazione tecnologica. In attesa che un Governo ottenga la fiducia del Parlamento e cominci a lavorare ANF si fa trovare pronta, rivendicando il suo ruolo di rappresentante dell’Avvocatura e portavoce delle problematiche connesse al funzionamento della macchina della giustizia del Paese e al miglioramento della professione”.

“Abbiamo la necessità – aggiunge Pansini –  di ridurre quello spread che pesa sull’amministrazione della giustizia, senza farci fuorviare da dati sulla giustizia civile spesso evocati, ma che non restituiscono l’immagine fedele della situazione. ANF chiederà al prossimo Guardasigilli che il processo civile non vada considerato una corsa ad ostacoli che solo chi ha le spalle più robuste è in grado di affrontare: ben vengano altri luoghi deputati a dirimere le controversie e si approntino con maggior coraggio incentivi per chi se ne avvale, ma questi non possono essere utilizzati per frustrare le legittime aspettative di giustizia sia del cittadino che dell’impresa. Per quanto riguarda il modello di giurisdizione penale attuale è importante che non prevalga un diritto economicamente orientato e che si faccia tesoro delle esperienze non proprio esaltanti dei continui interventi sul rito civile”.

“Massima attenzione, infine, alla professione e all’importanza di strumenti e opportunità per migliorarla, accessibili a tutti e, in particolare, alle giovani generazioni. Se l’Avvocato vuole essere un soggetto riconosciuto espressamente nella Costituzione, è importante che si presenti all’appuntamento con un assetto democratico della sua governance, oggi ispirata a principi purtroppo contrari alla separazione dei poteri, all’elezione diretta dei suoi rappresentanti nazionali e allo spirito della carta costituzionale” – conclude Pansini.

 

 

 

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