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Sicurezza sul lavoro: il datore non risponde per le imprudenze del dipendente

Sicurezza sul lavoro: il datore di lavoro non risponde per le imprudenze del dipendente

Sicurezza sul lavoroNessuna responsabilità per il datore di lavoro per la morte del dipendente se l’azienda era stata dotata di tutti gli accorgimenti in materia di sicurezza sul lavoro e l’incidente si è verificato a causa di un comportamento dell’operaio così imprudente da essere del tutto imprevedibile.

Nel ribadire questo principio la Cassazione (sentenza 24139/2016) ha accolto il ricorso dell’amministratore delegato di Ecoacciai spa, rinviando alla Corte d’appello di Firenze una nuova valutazione sulle dinamiche dell’infortunio.

Era emerso, infatti, che il giorno dell’infortunio il dipendente era stato come di consueto incaricato della pulizia e della messa a punto dell’impianto che consente la separazione dei metalli. Egli aveva però autonomamente preso l’iniziativa di svolgere pericolose operazioni in quota non previste, arrampicandosi nella struttura metallica laterale per la pulizia della tramoggia.

Sicurezza sul lavoro: nessuna responsabilità se si adottano tutte le precauzioni necessarie

Ad orientare la Corte verso l’annullamento con rinvio della sentenza di merito, ha certamente pesato la recente giurisprudenza secondo la quale il datore di lavoro che, dopo avere eseguito una valutazione preventiva del rischio connesso allo svolgimento di una determinata mansione, abbia garantito le relative misure di sicurezza, non risponde delle lesioni personali derivate da un comportamento abnorme del dipendente.

Giustizia

Sicurezza sul lavoro: responsabile anche il lavoratore

Non va inoltre trascurato, il sistema della normativa antinfortunistica ha di recente puntato alla responsabilizzazione del lavoratore, al quale è richiesta una collaborazione attiva nell’implementazione delle misure e dei dispositivi di sicurezza.

Si è dunque passati da un modello “iperprotettivo” nei confronti del lavoratore, a un modello “collaborativo”, ovvero da un modello che investe dell’obbligo di vigilanza assoluta il datore di lavoro a uno che, al contrario, richiede una ripartizione degli obblighi tra tutti i soggetti attivi nel processo di produzione, lavoratore compreso.

La questione di diritto non fa una piega. Resta il fatto che i familiari dell’operaio attendono dal 2011 di capire se qualcuno ha colpa per questo triste incidente.

Sabrina Arnesano

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