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La sindrome da Burnout nei liberi professionisti

In questa società precaria, in cui scatta il meccanismo del “più lavoro, più posso guadagnare” capita che un professionista non si voglia prendere la responsabilità di perdere un lavoro. Rifiutare e dire no è come sentirsi sconfitti. Inconsapevolmente il libero professionista cade nella sindrome di Burnout, una trappola emotiva che porta scompenso lavorativo e personale.

La sindrome da burnout: definizione

Si tratta di una reazione allo stress lavorativo che influisce sullo stato fisico e psicologico del libero professionista. Riscontrata inizialmente come sintomatologia delle professioni d’aiuto, nel tempo si è diffusa nella società espandendosi in tutti quei lavori in cui si perde il contatto con la sfera privata. Questo perché la vita del libero professionista è una vita senza orari. Il suo mondo fatto di appuntamenti e impegni non ha scadenze, non rispetta il tempo libero.

sindrome di burnout

La sindrome di Burnout: i fattori scatenanti

Una ricerca condotta dalla psicologa Jade Barclay all’Australian Institute of Business ha messo in evidenza gli elementi psicologici che caratterizzano i liberi professionisti in relazione al Burnout e allo stress da lavoro raccontando quanto i due aspetti siano legati tra loro.

L’indagine condotta attraverso questionari e interviste ha preso in considerazione un campione di lavoratori senza contratto dipendente e privi di garanzie sul lavoro. Questa premessa ha creato il background per la stesura di una ricerca che ha focalizzato l’attenzione sulla sfera psicologica del libero professionista.

Che cosa è emerso? I fattori scatenati dello stress da lavoro sono dati da quattro elementi principali:

Il controllo e il tempo: caratteristica che spinge il lavoratore a diventare un libero professionista. L’amore per la flessibilità, la gestione del proprio tempo e la possibilità di controllarlo è il fattore scatenante del burnout.

La pressione: peculiarità che si scatena legando il lavoro alla sfera privata, causa di problemi e fonte di stress nella gestione del tempo.

L’isolamento: elemento positivo per il libero professionista leader di se stesso, che sente l’esigenza di vivere il lavoro evitando situazioni di distacco.

Il carattere: caratteristica del candidato che incide fortemente sullo stress lavorativo. La maggior parte dei liberi professionisti che hanno risposto al test hanno riportato un carattere introverso con particolare propensione a lavorare da soli.

La sindrome di burnout: come si manifesta

Per un libero professionista il lavoro può diventare una vera e propria dipendenza. Il rischio di esplodere e caricare corpo e mente di troppi impegni porta a cadere in una trappola emotiva da cui è difficile uscire. Accade allora che gli spazi personali si annullano e il disordine emotivo del libero professionista crea uno scompenso che colpisce sia la sfera psicologica sia quella fisica.

Questa reazione allo stress ha diverse conseguenze: dall’esaurimento emotivo, all’insoddisfazione personale, all’improduttività e l’automatismo sul lavoro.

Si manifesta a livello fisico e comportamentale con dei sintomi specifici:

  • Sintomi fisici della sindrome di Burnout: frequente mal di testa, dolori allo stomaco  (ulcera o altri disturbi gastrointestinali), costante insonnia e tachicardia.
  • Sintomi comportamentali della sindrome di Burnout: sentimenti negativi quali fallimento, sconforto e senso di colpa, apatia e isolamento dal team, mancanza di fiducia, paranoie e sbalzi di umore. Insoddisfazione e depressione, perdita dell’entusiasmo sul lavoro.

Di contro alla letteratura sul Burnout, la ricerca condotta dalla Dott.ssa Barclay ha evidenziato come lo stress lavorativo del libero professionista si discosti da quello che in passato colpiva le professioni di aiuto. Questo nuovo male del secondo influisce sul lavoratore con delle ricadute sull’apparato digerente e immunitario, crea un affaticamento mentale che porta a una mancanza di concentrazione e a una maggiore distrazione.

Infine, scatena la sensazione di essere esausti, “bruciati”, come da traduzione letterale del termine burnout.

Sindrome da Burnout: cosa fare?

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Due le soluzioni per non farsi soffocare dalla bramosia del lavoro. Staccare la spina e alternare impegni professionali alla piccole pause di relax aiutano a ritrovare la serenità perduta. Inoltre, mescolare il lavoro in team alternandolo con quello che si svolge da solo è un buon compromesso per non farsi soffocare dall’esaurimento emotivo che provoca la sindrome da Burnout.

Eleonora Usai

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