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Sinistro stradale, la responsabilità è di entrambi

Sinistro stradale, la responsabilità è di entrambi

Nessun elemento cui appellarsi se non si tiene un comportamento diligente, esente da colpa e rispettoso delle regole che disciplinano la circolazione dei veicoli.

In questo caso, infatti, la responsabilità è di entrambi i conducenti.

Concorso di colpa dunque se non si dimostra di aver assunto ogni forma di comportamento prudente e di aver fatto il possibile per evitare la collisione.

Come dimostrare?

Sinistro stradale, il caso

Il caso è avvenuto a Galatina, in provincia di Lecce. I conducenti delle autovetture sono stati coinvolti in un sinistro stradale in prossimità di un incrocio del centro abitato.

Da quanto testimoniato, pare che l’autovettura che avrebbe dovuto dare precedente si sia esposta più del dovuto a causa dei cassonetti per l’immondizia che ostacolavano la visuale.

Per questo fosse venuta in collisione con un’altra autovettura che percorreva la corsia sul lato opposto al senso di marcia e a forte velocità.

A fronte di ciò, è facilmente deducibile che la colpa possa gravare solo nei confronti del veicolo che percorreva a forte velocità e nel senso di marcia opposto.

Si evince che chi doveva dare precedenza, si sia fermato, rispettando le norme del Codice Stradale.

Il doversi esporre più del dovuto sia stato determinato da causa a lui non imputabile, i cassonetti dell’immondizia che ostacolavano la visuale.

Troppo spesso accade che la visibilità nelle vicinanze degli incroci sia ostacolata dalla presenza di cassonetti dell’immondizia, come nel caso citato.

Può succedere anche che parcheggi delimitati dalle strisce sorgano proprio a ridosso degli incroci.

Ciò non rende facile la viabilità e non rende possibile adottare a tutti gli effetti, quei comportamenti diligenti che il Codice della Strada impone.

Sinistro stradale, la sentenza del Tribunale

sinistro stradale, la responsabilità è di entrambi
sinistro stradale, la responsabilità è di entrambi

Eppure il Tribunale di Lecce, con sentenza n. 1660/2016, ha costatato la responsabilità di entrambi i conducenti.

Se il giudice non accerta che il comportamento di guida dell’antagonista sia immune da cesure, deve presumere il contributo causale di quest’ultimo.

In altre parole, bisogna dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il sinistro.

Per questo, è necessario dimostrare non solo la condotta negligente di uno dei conducenti, ma anche “il comportamento diligente, esente da colpa e rispettoso del codice della strada”.

In caso non fosse possibile dimostrare che entrambi abbiano fatto il possibile per evitare la collisione, la responsabilità fa capo a tutti i veicoli coinvolti.

Non è sufficiente rispettare la segnaletica e le norme che regolano il Codice della Strada, ma è anche necessario adottare tutte le misure di comportamento che in maniera diligente e prudente siano in grado di evitare l’incidente. (Art. 140 e 145 cds)

Va inoltre ricordato che i generali doveri di prudenza e di diligenza in prossimità di un incrocio comprende anche l’obbligo di prevedere le altrui imprudenze ragionevolmente prevedibili e probabili. Il dovere ricade su tutti i conducenti coinvolti.

L’art. 2054 del Codice Civile chiarisce, infatti, che nel caso in cui nessuno dei conducenti riesca a dimostrare di aver tenuto un comportamento conforme alle norme che disciplinano la circolazione stradale, tutti sono ritenuti responsabili e ciascuno sarà tenuto a pagare la metà dei danni dovuti alla collisione.

La prudenza, dunque, non è mai abbastanza.

Se di ragionevolezza si tratta è obbligo rispettare le regole, assumere un comportamento diligente, ma è anche necessario che le amministrazioni comunali prendano decisioni e facciano scelte competenti, coerenti e compatibili, ragionevoli e proporzionate, affinché il rispetto delle regole non crei costi di transazione pronti a ricadere sugli stessi cittadini.

Sabrina Arnesano

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