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Spazio minimo in carcere: il letto incide sulla libertà di movimento del detenuto

Carceri italiane, la cassazione precisa lo spazio minimo individuale

 

Spazio minimo in carcere: secondo la Cassazione anche il letto è un ingombro suscettibile di togliere spazio a chi si trova ad occupare la stanza detentiva.

Ancora una volta la Cassazione, con la sentenza n. 52819 del 2016, si trova ad affrontare la delicata questione del sovraffollamento carcerario, questa volta con riferimento allo spazio minimo vitale da assicurare ad ogni detenuto affinché la pena non si trasformi in un trattamento inumano e degradante.

La novità riguarda la considerazione del letto a castello come un mobile idoneo, per il suo peso consistente, a limitare la libertà di movimento del detenuto all’interno della cella collettiva, al pari del bagno e dei manufatti fissi poggiati sul pavimento.

L’insufficienza dell’edilizia carceraria è ormai un dato di comune conoscenza e le condizioni di vita dei detenuti sono sempre più intollerabili.

Alla sofferenza derivante dallo stato di reclusione e dalla lontananza dagli affetti, dalle amicizie nonché dalla privazione della possibilità di movimento e di organizzazione della vita quotidiana si aggiungono i disagi provocati dalla ristrettezza degli spazi a disposizione.

Questi i motivi posti alla base del ricorso presentato da un detenuto italiano, Alessandro S. di 53 anni, contro la decisione del magistrato di sorveglianza del Tribunale di Perugia che ha considerato il letto quale superficie d’appoggio inidonea a limitare lo spazio vitale del detenuto, essendo le ore trascorse all’interno della stanza per lo più dedicate ad attività sedentarie.

La sentenza della Cassazione, nell’accogliere il ricorso, incide positivamente nell’ambito dei diritti fondamentali dei detenuti, i quali dovranno avere a disposizione, in cella collettiva, la quota di tre metri quadrati di spazio minimo individuale calcolato detraendo dalla complessiva superficie non solo lo spazio destinato ai servizi igienici e quello occupato dagli arredi fissi ma anche quello occupato dal letto.

Rosanna Guarnaccia

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