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Stop a Equitalia “killer”, ma le multe non verranno cancellate

“Basta a Equitalia come ‘killer’ dei cittadini, poiché dev’essere piuttosto un loro consulente ”. Queste le parole pronunciate ieri dal Premier, Matteo Renzi, nel corso di una intervista rilasciata a RTL 102.5, dove ha toccato anche la controversa questione della chiusura di Equitalia: “Quante volte abbiamo parlato, non solo di Equitalia, ma della filosofia che c’era dietro: ecco questo dal 2017 finalmente sparisce. Insomma la legge di bilancio c’è. Non si cambia. – aggiungendo – Non c’è nessun condono fiscale, chi ha preso la multa la deve pagare”.

Nell’esplicare i punti chiave della manovra, tra cui la chiusura della società incaricata della riscossione tributi, Renzi torna all’origine del problema: “i padri di Equitalia, Tremonti e Visco, l’hanno impostata più in una logica di sanzione che di raggiungimento dell’obiettivo. Ci sono dei casi in cui multe base sono raddoppiate, o addirittura si è arrivati a triplicare. Questo è assurdo”.

La ‘chiusura’ di Equitalia, prevista per luglio 2017, presuppone un iter in più fasi. L’idea di base è quella di accorpare l’ente per la riscossione all’Agenzia delle Entrate, previa creazione di un nuovo ente pubblico economico chiamato “AE – Riscossione”, di carattere provvisorio, al quale ‘passerebbe il testimone’ di Equitalia in termini di compiti e personale; da questa soluzione ponte si dovrebbe poi passare alla completa e definitiva unificazione con l’Agenzia delle Entrate, al fine di soddisfare la logica della manovra di ridurre i costi di Equitalia ed, al contempo, superare l’ormai esclusiva ratio sanzionatoria stante alla base dell’operato dell’ente.

A livello pratico, attuare il meccanismo diviene molto complesso, soprattutto se si considera che i 7.935 dipendenti di Equitalia S.p.a. (con contratto a tempo indeterminato) hanno oggi un rapporto di lavoro di diritto privato e rispettiva posizione previdenziale. Lo schema della bozza di decreto relativo alla manovra, prevede un “mantenimento della posizione giuridica ed economica maturata alla data del trasferimento”, cosa che, tra l’altro, troverebbe la sua ragion d’essere nell’articolo 2112 del Codice Civile.

Non va però trascurato il fatto che chi lavora oggi in Equitalia, non soltanto ha un contratto “bancario” vecchio stampo, ma è anche soggetto che si troverebbe a far parte di una pubblica amministrazione senza essere stato assunto tramite concorso pubblico.

Il secco passaggio da un ente privato, quale è oggi Equitalia, ad un ente pubblico, quale appunto l’AE, dunque, incontrerebbe una serie di vincoli di natura costituzionale e contrattuale e, per questo motivo, nelle rime della duplice fase di assorbimento, si sta pensando di mantenere comunque in piedi la società, trasformandola da privata a partecipata pubblica.

La trasformazione dell’Ente per la riscossione dei tributi, non è soltanto un passaggio formale, in quanto dovrebbe cambiare anche l’iter di riscossione che avverrebbe sempre a mezzo ruolo,  ma previo abbandono dell’ “approccio vessatorio” caratteristico, soprattutto degli ultimi anni.

La soluzione della ‘cancellazione’ di Equitalia, ma non delle multe oggetto delle sue attività di riscossione, si accompagna, all’interno della manovra, alla “rottamazione delle cartelle esattoriali”, alla Voluntary Disclosure Bis, nonché al presunto condono fiscale sui contanti e le cassette di sicurezza, creando un sistema che suscita le ire di molti poiché teso a tutelare coloro i quali possiedono capitali più cospicui, a discapito del ‘normale’ contribuente.

In realtà, il problema della possibile rottamazione delle multe appare, più che di natura tecnica, prettamente politico.

E’ stato chiaro, in tal senso, il Ministro Padoan, intervenuto a La7, dove ha specificato come il problema sia quello di “non invadere l’autonomia impositiva degli enti locali”.

Il ruolo di Equitalia è di “mero tramite” tra l’ente che vanta il credito e i contribuenti che non hanno versato le dovute imposte o sui quali pendono addebiti per violazioni al Codice della Strada; nello specifico, in quest’ultimo caso, sono anzi i singoli Comuni che scelgono se avvalersi o meno dei servizi dell’ente per la riscossione o procedervi autonomamente. In questi termini, ‘abbuonare’ le multe – come succede per tutte le altre cartelle richiamate – potrebbe comportare una indebita ingerenza da parte dello Stato, nell’autonomia degli enti locali e relativi scompensi.

Padoan ha anche aggiunto come la questione sia tra i punti cardine dell’attuale dibattito per il quale si cercherà di arrivare ad una soluzione nel tempo più breve possibile, sottolineando, comunque, l’impossibilità di “rottamare d’Imperio”.

 Francesco Donnici

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