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Strattona e ferisce il carabiniere: non c’è resistenza

Quando il pubblico ufficiale pone in essere una condotta oggettivamente illegittima, in assenza dei necessari presupposti legittimanti, e sulla base di una decisione da lui assunta autonomamente, non è punibile, a norma dell’art. 393-bis c.p., una reazione strettamente proporzionata all’esigenza di esercitare un proprio diritto di rango primario indebitamente conculcato, e negli stretti limiti in cui ciò sia necessario a tal fine. (Cass. pen., sent. n. 43894/2016)

Il caso

L’uomo alla guida della sua auto in evidente stato di ebbrezza, dopo aver provocato un incidente, fermato dalle forze dell’ordine, veniva condotto in ospedale per essere sottoposto agli accertamenti di rito.

Dopo essere stato sottoposto ai prelievi ematici, cercava di allontanarsi dalla struttura, allorquando bloccato dal brigadiere che si interponeva innanzi alla porta di uscita, al fine di guadagnare la fuga, strattonava e colpiva al volto il militare provocandogli una ferita al labbro.

Una resistenza “legittima”

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata nella parte in cui ha affermato la responsabilità penale dell’uomo in ordine al reato di resistenza a pubblico ufficiale, per il solo fatto che lo stesso abbia esercitato un minimo di violenza fisica nei confronti del brigadiere dei Carabinieri che voleva impedirgli di allontanarsi dall’ospedale.

Infatti, la condotta illegittimamente posta in essere dal militare aveva, secondo la ricostruzione degli Ermellini, impedito all’imputato l’esercizio di diritti soggettivi di rango primario, come quello, desumibile dall’art. 32, secondo comma, Cost., di non essere sottoposto a trattamenti sanitari, salvo i casi espressamente previsti dalla legge.

Pertanto, in considerazione della illegittimità del trattenimento dell’imputato presso il pronto soccorso, appariva configurabile la reazione legittima del privato ex art. art. 393-bis cod. pen. .

Infatti, nel momento in cui l’uomo tentava di allontanarsi dall’ospedale, non solo era stato già effettuato il prelievo ematico nei suoi confronti, ma i relativi campioni erano già nel laboratorio della struttura sanitaria. Di conseguenza, la condotta del ricorrente era semplicemente l’estrinsecazione del diritto di sottrarsi a cure mediche.

Pertanto, l’atto del brigadiere dei Carabinieri essendo evidentemente arbitrario ed illegittimo, perché diretto ad impedire il diritto dell’imputato di sottrarsi alla prestazione di cure mediche, giustificava la lieve violenza fisica esercitata da quest’ultimo per superare un ostacolo illegittimamente frapposto alla sua decisione.

Domenica Maria Formica

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