Shopping Cart

Il supporto dell’Italia con la missione umanitaria e sanitaria di Ippocrate

Dopo la recente audizione del Ministro della Difesa Pinotti e degli Affari Esteri Gentiloni alle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato, per riferire sull’evoluzione della situazione in Libia, stiamo seguendo coi colleghi della IV l’operazione avviata dal nostro Paese denominata “Ippocrate”.

La “mia” commissione monitora gli sviluppi dell’azione in corso sul territorio libico, che mira a cacciare Daesh, ma non solo. Gli ultimi dati esaminati, che ci arrivano direttamente da fonti operanti sul quel territorio, ci dicono che stiamo riuscendo a ridurre la presenza dello stato islamico ed alcune sacche di resistenza e avviando un primo dialogo tra le forze in campo. Certamente l’obiettivo è anche quello di proteggere l’area euro-mediterranea dall’avanzata del terrorismo.

Il processo di stabilizzazione del Paese è certamente lungo e difficile, ma l’Italia è chiamata a giocare un ruolo di primo piano, perseguendo il duplice obiettivo della lotta all’Isis e del governo dei flussi migratori che giungono ogni giorno sulle coste italiane. La cosa che mi preme sottolineare è soprattutto l’aspetto umano che racchiude in se questa operazione che gestiamo e seguiamo con attenzione. Abbiamo infatti accolto la richiesta, avanzata dal governo di unità nazionale di Tripoli presieduto da al-Sarraj, di costruire un ospedale da campo nei pressi della città di Misurata, con l’obiettivo di prestare pronto soccorso ai feriti in coordinamento con l’ospedale locale. ippocrate2Entrando nei dettagli, i numeri sul nostro intervento sanitario ed umanitario registra un contingente di 300 militari, dei quali 65 tra medici e infermieri (consentiti anche gli interventi per codice rosso e trasfusioni, oltre che l’impiego di un team chirurgico a supporto dei medici libici), 165 unità per il supporto logistico e ulteriori 100 unità per la force protection (difesa della base e scorta ai convogli) provenienti dal 186° reggimento paracadutisti Folgore.
Il personale impiegato è dotato di competenze sanitarie specializzate nel trattamento dei feriti da guerra e una squadra che fornirà consulenza e addestramento ai colleghi medici libici. L’ospedale da campo ha una capacità di 50 posti letti con reparti di pronto soccorso, radiologia, terapia intensiva e laboratorio d’analisi.

Noi della Commissione Difesa, la maggioranza del parlamento, non finiremo mai di ringraziare il Generale Maggi, alla guida della Task Force italiana.

Al prossimo numero! 

Tonino Moscatt

[Per info, approfondimenti e consigli, scrivetemi su quidifesa@masterlex.it]

Ultimi articoli

Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE
ADR, arriva Conciliaweb. Nuovo strumento per le risoluzione delle controversi tra utenti e compagnie telefoniche

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner