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Svezia: da tribunale stop a droni con videocamere, scoppia la protesta

Sono equiparati a strumenti di sorveglianza e “devono rispettare la privacy”

Stoccolma, 24 ott. (AdnKronos/dpa) – E’ una sentenza che fa discutere quella emessa dalla Suprema corte amministrativa svedese, che ha deciso lo stop all’impiego di droni equipaggiati con foto e videocamere. Secondo la Corte, l’uso di questo tipo di dispositivi va regolamentato in base alle norme relative alle videocamere di sorveglianza. La decisione ha suscitato le proteste dei media, così come dei piloti professionisti di droni e di parte del mondo politico.

La sentenza minaccia di “far chiudere un intero settore commerciale”, ha lamentato Gustav Gerdes, a capo dell’Associazione svedese dei piloti di droni, che raggruppa circa duemila professionisti del settore. La decisione della corte, ha detto Gerdes alla radio svedese, ha un impatto sulle aziende che utilizzano i droni per la mappatura di ampie aree, come le imprese di costruzioni o quelle impegnate nell’industria del legname. Secondo la corte, i droni equipaggiati con foto e videocamere sono equiparati ai dispositivi di sorveglianza e quindi devono ottenere uno speciale permesso in linea con la legislazione sulla privacy. La sentenza si applica anche ai singoli possessori di droni. Tra i settori che si oppongono alla decisione c’è quello dei  media, che ad esempio fa ampio uso dei droni nella copertura delle notizie riguardanti gravi incidenti.

“E’ il classico esempio di come una legislazione datata sia usata per gestire le nuove tecnologie in una maniera che rasenta il ridicolo”, ha detto Jeanette Gustafsdotter, direttore esecutivo dell’Associazione svedese degli editori. La legge sulle videocamere di sorveglianza risale agli anni ’70. Le opposizioni hanno chiesto al ministro della Giustizia Morgan Johansson di riferire in Parlamento su quali passi intende adottare per attuare le necessarie modifiche.

(Ses-Mli/AdnKronos)

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