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T.A.R. Palermo: il gestore uscente dal servizio non potrà prendere parte alla nuova gara d’appalto

Il T.A.R. palermitano impone al gestore uscente dal servizio di non poter più prendere parte alla nuova gara d’appalto.

Il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo ha interpretato restrittivamente la questione dei limiti alla corretta applicazione del principio di rotazione in materia di procedura negoziata in assenza della pubblicazione del bando di gara di cui all’art. 57 comma 6 dell’ormai abrogato D.lgs. n. 163/2006.

Il gestore del servizio uscente non può prendere parte alla nuova gara d’appalto.

La questione ha riguardato una determina dirigenziale per l’affidamento temporaneo del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani della Provincia di Palermo. Nel caso di specie la società ricorrente aveva impugnato il provvedimento lamentando violazione e falsa applicazione dell’art. 57 comma 6° del D.Lgs. n. 163/2006.

L’amministrazione intimata aveva chiesto il rigetto del ricorso, non soltanto in base alla norma invocata ma rifacendosi ad una più che recente giurisprudenza.

L’impostazione possibilista del T.A.R del Lazio fino al marzo del 2016.

Con una impostazione possibilista, si era espressa altra parte della giurisprudenza amministrativa(T.A.R. Lazio, Sez. III, 11 marzo 2016 n. 3119). Per i giudici laziali il principio di rotazione sarebbe funzionale ad assicurare l’avvicendamento tra le imprese affidatarie, sicché la mancata applicazione del principio non sarebbe di per se idoneo ad inficiare gli esiti di una gara già espletata e conclusasi in favore di un soggetto già affidatario del servizio.

Ma c’era di più  a sostegno della tesi dei ricorrenti siciliani.

Del principio di rotazione non si sarebbe potuta fare una mera invocazione per escludere un concorrente che chiede di essere invitato a partecipare alla procedura negoziata, se non in presenza di gravi motivi, quali precedenti inadempimenti contrattuali, che ne avrebbero precluso la partecipazione alla gara.

Il collegio accoglie il ricorso cambiando orientamento e interpretando la norma in modo più rigoroso.

Secondo il T.A.R. di Palermo il principio da cui deriva la prescrizione della “rotazione” non è banale o secondaria, ma costituisce una garanzia minima affinché possa essere ritenuta compatibile con le regole di trasparenza e concorrenzialità a presidio del settore degli appalti pubblici. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha quindi ritenuto che la corretta interpretazione della norma (art. 57, D.lgs. n. 163/2006) imponga all’amministrazione aggiudicatrice di astenersi radicalmente dall’invitare una ditta uscente alla nuova procedura negoziata, pena l’infrazione al principio di rotazione il quale, si affianca a quelli di trasparenza e di parità di trattamento.

Scrivono i giudici: “il principio di rotazione si affianca a quello di trasparenza e di parità di trattamento, e non può essere eluso per il rispetto degli altri concorrenti”.

In applicazione della norma invocata, l’amministrazione resistente non avrebbe potuto invitare alla gara per cui è causa il precedente gestore del servizio né, tanto meno, aggiudicare allo stesso il relativo appalto.

Rosalba Lo Buglio

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