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Tariffe del gas, ammesso l’intervento dello Stato a determinate condizioni

È giustificato l’intervento dello Stato nel determinare le tariffe del gas naturale. Scopriamo a quali condizioni.

Tariffe del gas: intervento dello Stato

La CGCE (Corte di Giustizia dell’Unione Europea) si è pronunciata, con la sentenza C-121/15 del 7 settembre 2016, sulla legittimità o meno dell’intervento delle autorità francesi, che hanno imposto agli operatori e ai distributori di gas naturale tariffe regolamentate, lasciando solo la possibilità di proporre la fornitura a prezzi inferiori. Tale intervento è stato contestato dalle imprese di fornitura del gas, le quali hanno sostenuto che la regolamentazione delle tariffe ostacolerebbe la realizzazione di un mercato del gas concorrenziale, garantito dalla direttiva 2009/73/CE.

Ostacolo: la libera concorrenza deve determinare le tariffe del gas

Tale direttiva poneva agli Stati l’obiettivo della determinazione del prezzo del gas naturale a seguito del gioco di domanda e offerta. Al contrario, l’intervento statale determinerebbe il prezzo al di fuori della dinamica delle normali forze concorrenziali. La CGCE si è così pronunciata, in linea con la precedente sentenza Federutility (20 Aprile 2010 C-265-08), sia sull’effettivo ostacolo che un intervento statale può rappresentare per il libero mercato, sia sui requisiti che possono giustificare tale intervento.

La Corte ha stabilito che un intervento statale rappresenta senz’altro un ostacolo alla libera concorrenza, ma che lo stesso è giustificato a determinate condizioni.

Tariffe del gas: a quali condizioni è possibile l’intervento statale

tariffe del gas
tariffe del gas

In primo luogo, l’intervento è legittimo se persegue un interesse economico generale, come la sicurezza dell’approvvigionamento e la coesione territoriale.

Ancora, esso deve essere proporzionato e non deve eccedere il minimo necessario per conseguire gli obiettivi.

Infine, è necessario che le autorità statali prevedano obblighi di servizio pubblico chiari, trasparenti e non discriminatori per le imprese che operano nel settore, permettendo a tutte le società parità di accesso ai consumatori.

Pertanto, l’intervento statale, pur limitando per sua natura il libero mercato, è giustificato se tende a perseguire interessi superiori che tutelino il consumatore finale in un servizio vitale come quello della fornitura del gas.

Erica Vianini

Sent. n. C-121/15 del 7 settembre 2016

Direttiva 2009/73/ce del 13 luglio 2009

Sent. n. C-265/08 Federutulity

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