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Telefonia, il cambio di operatore deve essere gratuito

Consumatori spesso dissuasi dal passaggio da un operatore di telefonia ad un altro a causa dei costi di passaggio, migrazione e portabilità.

Un problema che non dovrebbe sussistere in un mercato di libera concorrenza, soprattutto a seguito dell’entrata in vigore del cd Decreto Bersani n. 40 del 2007.

Purtroppo però non è così, molto spesso il motivo della desistenza al passaggio ad operatori di telefonia che prevedono condizioni più vantaggiose è dato proprio dall’esistenza di elevati costi di passaggio.

La sentenza del Tribunale di Taranto n. 2707/2016 costituisce un’importante applicazione della normativa dettata dal Decreto Bersani e del divieto per gli operatori di telefonia di imporre agli utenti costi di disattivazione.

Telefonia, la libera concorrenza nel Decreto Bersani

Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe praticate dai vari operatori di telefonia presenti sul mercato, il Decreto Bersani convertito nella Legge n. 40 del 2007 ha introdotto la facoltà per il consumatore di recedere liberamente dal contratto e di passare ad altro operatore in qualsiasi momento e senza costi.

In particolare, l’art. 1 comma 3 prevede che “i contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia (fissa e mobile) e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi dell’operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni, con difformità della eventuali clausole difformi”.

Le novità introdotte erano dunque essenzialmente tre: il divieto di imporre clausole di fedeltà nei contratti di fornitura, il divieto di imporre al consumatore un preavviso di recesso superiore a 30 giorni e soprattutto il divieto di imporre all’utente che cambia operatore di telefonia penali o costi extra ulteriori rispetto alle spese di gestione reali che l’operatore sopporta per le operazioni di disattivazione del servizio e/o trasferimento dell’utenza.

Telefonia, sanzioni per gli operatori che impongono costi di passaggio

Il Tribunale di Taranto con la pronuncia in parola ha condannato l’operatore di telefonia Wind per aver imposto ad un cliente dei costi per il trasferimento dell’utenza ulteriori e non giustificati rispetto agli effettivi costi di realizzazione dell’operazione di disattivazione e migrazione.

Così, la sentenza obbliga il gestore telefonico a restituire all’ex cliente tali spese indebitamente sostenute.

Martina Scarabotta

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