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Telemarketing troppo aggressivo, maxisanzione per Fastweb

Telemarketing troppo aggressivo, maxisanzione per Fastweb

TelemarkertingFastweb non ha evitato la maxisanzione di 300.000 euro per la sua condotta di telemarketing sulla quale, dopo un numero significativo di segnalazioni, è intervenuta l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

Telemarketing, la vicenda Fastweb

A seguito dell’attività svolta dall’Autorità, è emerso che i dati utilizzati dalla Fastweb per le chiamate promozionali erano stati acquisiti da società esterne senza che la società telefonica avesse fornito la prova di aver inoltrato l’informativa per l’acquisizione del consenso degli interessati all’utilizzazione dei dati di loro pertinenza.

L’informativa era ritenuta necessaria in quanto, ad avviso dell’Autorità Garante, la gestione dei dati da parte di Fastweb per l’attività di telemarketing configurava un trattamento autonomo rispetto a quello delle società esterne.

La Fastweb, a seguito dell’inibitoria, ha ricevuto un provvedimento sanzionatorio con il quale le venivano inflitte quattro sanzioni rispettivamente ex artt. 162 co. 2 ter D.lgs 196/2003 (per violazione del divieto di trattamento di dati), 161 (per mancanza dell’informativa), 162 co. 2 bis in relazione all’art. 167 (per trattamento di dati acquisiti da società esterne senza il consenso degli interessati) nonché la maxisanzione di cui all’art. 164 bis co. 2 per aver commesso le precedenti violazioni in relazione ad una banca dati di particolari dimensioni.

Dopo aver pagato le prime tre in misura ridotta, Fastweb si è opposta alla maxisanzione fino a giungere in Cassazione.

Telemarketing Fastweb, si arriva in Cassazione

Telemarketing 2La Suprema Corte, respingendo tutti i motivi dedotti dalla ricorrente, ha stabilito che, in tema di illeciti amministrativi stabiliti dal Codice della Privacy, la fattispecie di cui all’art. 164 bis co. 2 non costituisce un’ipotesi aggravata rispetto a quelle semplici richiamate dalla disposizione ma è una figura autonoma.

Vi è, perciò, possibilità di sommare le rispettive sanzioni amministrative quando dal contravventore vengono infrante una pluralità di ipotesi semplici con riferimento a banche dati di particolare rilevanza o dimensioni – come avvenuto nel caso di Fastweb che nell’attività di telemarketing ha gestito e trattato intere banche dati.

La Corte, poi, in quanto giudice di legittimità non entra nel merito dell’ammontare della sanzione in quanto il giudice di prime cure aveva adeguatamente motivato la quantificazione.

Giulia Anzuini

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