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Tenuità fatto: se l’opposizione all’archiviazione è inammissibile, niente udienza camerale

Tenuità del fatto: se l’opposizione all’archiviazione è inammissibile, niente udienza camerale.

Cassazione Penale, sezione sesta, sentenza n. 46277/2016

Che ruolo ha la persona offesa nell’ambito della procedura che si attiva a seguito della richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero, nei casi di particolare tenuità del fatto, ai sensi dell’art. 131-bis c.p.? A differenza degli altri casi di archiviazione, disciplinati dall’art. 409 e 410 c.p.p., nel caso di specie, il PM ha l’obbligo di avvisare sempre la persona offesa, anche se la stessa non abbia specificato tale circostanza in querela.

Successivamente all’avviso, la persona offesa può, infatti, nel termine di dieci giorni, proporre opposizione. Eppure, differentemente da quanto disposto per gli altri casi di archiviazione (nei quali la persona offesa ha l’onere di indicare non solo quali ulteriori indagini debbano essere compiute, ma anche eventuali mezzi di prova a sostegno della richiesta), l’opponente deve specificare, a pena di inammissibilità, “solo” le “ragioni del dissenso” rispetto all’inquadramento giuridico dato dal PM al fatto.

Stante la necessaria presenza di un contenuto “minimo” dell’opposizione, il giudice è tenuto, pertanto, ad effettuare, preliminarmente, anche nei casi previsti dall’art. 411, comma 1-bis c.p.p., una valutazione sulla sua ammissibilità. Ove ammissibile, fissa udienza camerale nella quale sente le parti e, all’esito della stessa, decide se accogliere o meno l’opposizione.

Di contro, ove ritenga l’opposizione inammissibile, “il giudice procede senza formalità”. Ciò significa che, in questo caso, il giudice può provvedere e disporre direttamente (de plano) sulla richiesta di archiviazione, nonostante l’opposizione, in assenza delle parti.

La discrezionalità limitata del GIP.

Ma attenzione: nessun potere illimitato al giudice in questi casi. Infatti, la Corte ha rimarcato che, perché possa omettere il contradditorio tra le parti, è imprescindibile che nell’ordinanza si “motivi specificamente in ordine alla inammissibilità dell’opposizione”.

E se mancasse tale motivazione? Nessun problema: alle parti interessate viene offerto un ulteriore mezzo di tutela. Potranno, infatti, ricorrere per cassazione ai sensi dell’art. 127, comma 5 c.p.p., per nullità del decreto di archiviazione, in relazione alla mancata fissazione dell’udienza camerale suddetta.

Laura Piras

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