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Termine di impugnazione, per le S.U. dies a quo è sempre data di pubblicazione della sentenza

Con la sentenza n. 18569 del 22 settembre 2016 la Cassazione Civile a Sezioni Unite si è pronunciata su una questione controversa, relativa alla decorrenza del termine di impugnazione delle sentenze.

Nessun problema nel caso in cui la data di deposito della sentenza in Cancelleria coincida anche con la data di pubblicazione della stessa, come avviene nella maggior parte dei casi e come la Suprema Corte ritiene che dovrebbe sempre avvenire. Tuttavia, può accadere che vi sia una discordanza tra le due date nel senso che la data di pubblicazione della sentenza nell’apposito elenco sia successiva alla data del deposito in cancelleria per la pubblicazione.

In questi casi il dies a quo per il termine lungo di impugnazione coincide con la data di deposito o con quella di pubblicazione?

Termine di impugnazione: il regime giuridico delle impugnazioni

Nel nostro ordinamento giuridico, per l’impugnazione delle sentenze civili esiste un duplice regime: il termine breve e il termine lungo di impugnazione. Il primo regime si applica qualora vi sia stata valida notificazione della sentenza, applicandosi invece il regime del termine lungo negli altri casi.

In materia di appello, il termine breve di impugnazione decorre dalla data di notifica della sentenza di primo grado ed è pari a 30 giorni dall’intervenuta valida notificazione; in materia di ricorso per Cassazione il termine breve è pari a 60 giorni dalla notifica della sentenza.

Nessun problema, dunque, per l’individuazione del dies a quo di decorrenza del termine breve di impugnazione che coincide sempre con la data di notifica.

Per la decorrenza del termine lungo di impugnazione, che opera in tutti i casi di mancata notificazione della sentenza, occorre aver riguardo alla data di pubblicazione della sentenza. Sia in materia di ricorso per Cassazione, sia in materia di appello a seguito della Legge 69/2009, il termine lungo è pari a 6 mesi.

Con riferimento al termine lungo di impugnazione si è, però, posto il problema dell’esatta individuazione del dies a quo in tutti i casi, affatto infrequenti nella prassi, di “patologie procedimentali” imputabili al sistema di amministrazione della giustizia, in cui non vi sia coincidenza tra la data di deposito da parte del Giudice della sentenza in cancelleria e la data di pubblicazione della pronuncia in archivio. A tal riguardo, la Suprema Corte ha ribadito che il deposito e la pubblicazione della sentenza devono costituire attività contestuali e i casi di scissione temporale vanno considerati come gravi anomali procedimentali.

Termine di impugnazione: la pronuncia delle Sezioni Unite

Le Sezioni Unite si sono pronunciate in favore del principio di effettiva conoscibilità della sentenza, stabilendo che, ai fini della verifica della tempestività dell’impugnazione,  il termine decorre sempre dalla data di pubblicazione della sentenza, cioè dall’inserimento della sentenza nell’apposito elenco cronologico con attribuzione del relativo numero identificativo.

La sentenza della Suprema Corte pone fine ad un annoso contrasto giurisprudenziale che era pervenuto anche all’attenzione della Corte Costituzionale.

Un primo orientamento, fatto proprio da una precedente pronuncia delle Sezioni Unite del 2012, ma ormai definitivamente superato, riteneva di dover considerare la data del deposito, inteso come momento in cui si manifesta l’intenzione del Giudice di rendere irretrattabile la sentenza consegnandola alla cancelleria.

L’orientamento abbracciato dalle Sezioni Unite con la recente pronuncia, in conformità alla sentenza della Corte Costituzionale n. 3 del 22 gennaio 2015, ritiene che il mero deposito a cui non segua la contestuale pubblicazione della sentenza non è sufficiente a garantire l’effettiva conoscibilità della sentenza.

In virtù di ciò, viene affermato che il termine lungo di impugnazione decorre sempre dalla data di pubblicazione della sentenza intesa con data in cui il cancelliere la inserisce nel relativo elenco cronologico apponendole un numero cronologico. Nei casi in cui tale operazione non avvenga contestualmente al deposito, quest ultimo momento perderà ogni rilevanza ai fini della decorrenza del termine di impugnazione.

Una volta chiarito, dunque, che il termine lungo di impugnazione decorre sempre dalla data di iscrizione della sentenza nel relativo registro, non potranno porsi più dubbi relativi alla tempestività o meno delle impugnazioni.

Martina Scarabotta

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