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Ambiente, la nuova disciplina per terre e rocce da scavo

Ambiente, la nuova disciplina per terre e rocce da scavo

Negli ultimi anni la tutela ambientale è diventata uno dei principali obiettivi nell’agenda politica nazionale.  Ciò è stato confermato dal recente moltiplicarsi di norme specifiche nell’intento di un maggior controllo, senza rinunciare alla semplificazione burocratica. In tale solco si colloca il nuovo Testo Unico su terre e rocce da scavo.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 14 Luglio scorso il DPR recante la nuova regolamentazione circa la gestione di terre e rocce da scavo (il cd. ” smarino da cantieri”).   

Si tratta di un provvedimento dal forte impatto normativo, visto che riordina in maniera completa  il settore una materia -la tutela dell’ambiente– la cui esigenza di disciplina ha piu’ volte messo in difficolta’ il Governo: basti pensare, proprio con riferimento all’ambito dello smarino, che furono necessari tra il 2012 ed il 2013 due decreti per far fronte a regole procedurali spesso complesse e farraginose.

Ambiente, le novità del Testo Unico

Ma quali sono le principali novita’ del neonato Testo Unico? Sul piano della tutela è da evidenziare la previsione di un controllo preventivo, finalizzato ad accertare l’assenza di contaminazione per terre e rocce non catalogabili come ”rifiuti”, oltre alla piu’ generale possibilita’ di disporre anche controlli ”a campione”. Sul piano procedurale invece si assiste ad un importante snellimento, ad esempio con riguardo alla gestione dei cantieri di grandi dimensioni (per i quali sono scomparsi alcuni oneri burocratici).

A conferma pero’ dell’estrema delicatezza della materia affrontata, il DPR e’ nato a seguito di un iter formativo non proprio spedito: nel testo definitivo e’ scomparso infatti un originario e molto restrittivo valore-soglia circa la percentuale di amianto – alquanto minima – ammissibile per poter considerare lo smarino ”sottoprodotto”, e quindi riutilizzabile. Molto probabilmente tale scelta e’ stata condizionata da una valutazione di tipo politico, emergendo infatti altrimenti il rischio di bloccare la realizzazione di alcune opere pubbliche.

In ogni caso, semplificazione e rafforzamento della tutela ambientale sembrano essere stati i parametri seguiti per arrivare al nuovo Testo Unico, comunque pur sempre nel rispetto delle regole generali contenute nel Codice dell’Ambiente del 2006.

Antonio Cimminiello

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