Shopping Cart

Il testatore subisce pressioni dagli eredi? Non bastano semplici blandizie ad inficiare il testamento

Nella redazione del testamento, la volontà del testatore deve sempre esprimersi nella massima libertà e senza essere sottoposta ad alcun condizionamento. La sentenza si interroga quindi su quando la scheda testamentaria debba considerarsi nulla in quanto frutto di una volontà del testatore inquinata.

La posizione della Cassazione: è necessario aver concretamente influenzato la volontà del testatore per inficiare la validità del testamento

Il tema del “dolo” in materia testamentaria è particolarmente delicato. Per quanto si debba perseguire il rispetto della pura volontà del testatore, occorre condurre un’analisi adeguata per poter pervenire ad un accertamento del dolo. Il doo infatti Si impone il rispetto assoluto della volontà del testatore di fronte ad una scheda testamentaria, la quale può affermarsi affetta da dolo solo a specifiche e stringenti condizioni, quali la prova dell’esistenza di veri e propri mezzi fraudolenti a suo danno. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 9309/2017 ha affrontato l’argomento. In particolare si è interrogata su quale rilevanza possa avere il comportamento “ruffiano” di uno tra gli eredi sulla volontà del testatore.

Ha affermato la corte che le influenze di ordine psicologico devono concretamente coartare la volontà, limitandola e mutilandola profondamente per determinare un “dolo” rilevante. Laddove invece l’erede abbia tenuto una condotta caratterizzata da blandizie, suggerimenti e sollecitazioni non si potrà considerare esistente il dolo ai fini dell’annullamento del testamento. Occorre infatti valutare l’effettiva concreta influenza sulla volontà del testatore del comportamento ed è necessario provare l’impiego di “mezzi fraudolenti” volti a realizzare una coartazione. Un insieme di suggerimenti e sollecitazioni, peraltro non pervasivi e non offuscanti, non è sufficiente.

È necessario dare la prova concreta che la condotta del testatore ha orientato la volontà del testatore, traslandola fuori dal suo asse originario. Solo nel caso in cui l’impiego dei mezzi fraudolenti abbia determinato una visione della realtà distorta ed abbia modificato in modo determinante la volontà del de cuius, il testamento potrà essere annullato per dolo.

Davide Gambetta

Ultimi articoli

Agi Sicilia “Una panoramica sulle novità del diritto del lavoro”
Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner