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Tirocinanti ex art. 73 D.L. 69/2013: è partita la petizione!

È stata depositata il 18 ottobre 2016 nella segreteria del Ministero della Giustizia la petizione da parte di 1.817 tirocinanti dei distretti delle Corti d’Appello di tutta Italia per ottenere il riconoscimento del diritto all’erogazione della borsa di studio per l’anno 2016.

Lavorare gratis non è piacevole per nessuno, soprattutto se il “presunto” datore è lo Stato.

È questa la situazione in cui versano gli stagisti ex art. 73 D.L. 69/2013: ragazzi con una brillante carriera universitaria, laureati in Giurisprudenza con il voto minimo di 105/110 che collaborano con i magistrati nei Tribunali e nelle Procure d’Italia nell’Ufficio del Processo e a cui sono affidati compiti delicati quali redazioni di sentenze, verbalizzazione di udienza, studio dei fascicoli, ricerche giurisprudenziali nell’ottica di smaltire l’arretrato giuridico che sommerge i Tribunali e le Procure d’Italia.

L’art. 73 sopra citato prevede che a questi ragazzi venga corrisposta una borsa di studio dell’importo di € 400,00 al mese per 18 mensilità e per un totale complessivo, quindi, di circa € 7.200,00 (somma che già di per sé risulta essere sproporzionata rispetto alla copiosa attività che gli stagisti compiono): tuttavia i giovani giuristi che nel loro cuore sognano di diventare magistrati (o comunque sperano di avere una preparazione ulteriore) sono disposti anche a questo pur di raggiungere i loro obiettivi.

Quest’anno, però, la situazione prospettata dal Ministero della Giustizia non è stata delle più rosee e gli stagisti si sono dovuti “ribellare” tramite una petizione per far sì che venissero attuate le disposizioni contenute nell’ art. 73 D.L. 69/2013 per l’anno 2016. 

petizione

IL FATTO.

L’anno scorso il Ministero della Giustizia (in concerto con quello dell’Economia) aveva predisposto nel mese di settembre un bando che gli stagisti dovevano compilare per poter entrare in graduatoria al fine di ottenere la borsa di studio.

Quest’anno, nonostante le diverse richieste, lettere ed e-mail inoltrate all’On. Forlani, tutto taceva  per l’erogazione delle tanto attese borse di studio!

Così, spinti dalla frustrazione e dalla delusione, un gruppo di giovani stagisti (che già si era attivato l’anno precedente) si è reso operativo su Facebook, sulla pagina dove sono riuniti la maggior parte degli stagisti d’Italia. I  promotori della petizione hanno iniziato a coinvolgere il maggior numero possibile di colleghi dal Trentino Alto Adige fino alle isole facendo firmare loro un’apposita petizione. Le singole liste di nominativi sono state poi inoltrate ad un referente nazionale il quale, in data 18 ottobre 2016, ha provveduto al loro protocollo e conseguente deposito nella segreteria del Ministero della Giustizia.

La petizione che, si ripete, ha riscosso molto successo tra i giovani giuristi dei diversi distretti delle Corti d’Appello d’Italia (i più numerosi sono stati gli uffici del distretto di Napoli con 254 stagisti firmatari, seguito da Roma con 185 e Bari con 184) è volta a garantire l’emanazione del decreto ministeriale, previsto dal comma 8 ter dell’art. 73 D.L. 69/2013, da parte del Ministro della Giustizia (di concerto con quello dell’Economia), al fine di determinare l’ammontare delle risorse utili per garantire l’erogazione delle borse di studio nonché i requisiti per poterla ottenere.

La petizione, infine, termina sottolineando l’importante ed indiscutibile contributo dato dai giovani stagisti impiegati nell’Ufficio del Processo.

Sul punto, infatti, si ricorda che lo stesso Consigliocsm Superiore della Magistratura, nella risoluzione del 29 aprile 2014, aveva riconosciuto i risultati positivi raggiunti grazie all’impiego dei tirocinanti ex art. 73 D.L. 69/2013 evidenziando le “ripercussioni in termini di risparmio di spesa e di maggior efficienza sul lavoro del giudice, con diretta incidenza sull’arretrato” e auspicando una “ampia diffusione a livello nazionale dei tirocini formativi” qualificandoli come un “fondamentale strumento, in gradi di imprimere un formidabile impulso organizzativo agli uffici“.

Ora che la battaglia è iniziata, resta solamente da attendere la risposta delle istituzioni ed incrociare le dita.

In bocca al lupo ragazzi!

Rosa d’Aniello

 

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