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Truffa attraverso bonifico, è il conto ricevente a determinare il foro di competenza (Cass. Pen. Sent. N. 37400/2016)

Per la Corte di Cassazione la competenza territoriale del giudice, in relazione al delitto di truffa, non può radicarsi nel luogo in cui il bonifico è stato disposto bensì presso il tribunale del luogo in cui il conto corrente si trova.

A seguito di condanna per truffa aggravata, l’imputato proponeva ricorso per cassazione lamentando la nullità della sentenza di appello per violazione dell’art. 8 c.p.p. in relazione alla incompetenza territoriale del giudice.

La Corte d’appello, in particolare, aveva ritenuto competente il giudice del luogo in cui il bonifico era stato disposto, ciò in quanto l’ordine di pagamento del cliente alla propria banca costituiva il primo atto consumativo del delitto  di truffa.

Si rende opportuno precisare come il delitto di truffa si consumi nell’atto dell’effettivo conseguimento dell’ingiusto profitto, con altrui danno: ciò che rileva è dunque il momento del passaggio del bene dalla sfera di disponibilità della vittima a quella del truffatore.

Nella truffa a mezzo bonifico l’ingiusto profitto si realizza al momento dell’effettivo accredito

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell’imputato, focalizzandosi innanzitutto sulla natura del bonifico. Si tratta di uno strumento di pagamento in cui «il momento dell’ordine […] impartito alla banca da parte della persona offesa non è contestuale a quello della ricezione della somma da parte del destinatario, avendo il denaro, oggetto dell’operazione bancaria, come destinazione un conto corrente diverso da quello dell’ordinante, acceso presso la banca del destinatario in luogo che può essere differente e potendo, il bonifico bancario, essere revocato dall’ordinante nelle more della transazione impedendo al reato di giungere a consumazione».

Truffa a mezzo bonificoStante questa considerazione, la Corte di Cassazione non poteva che concludere nel senso di ritenere il delitto di truffa consumatosi nel momento dell’effettivo accredito e dunque nel luogo in cui è stato acceso il conto corrente del truffatore. Ne deriva la competenza territoriale del giudice del luogo in cui è stato ricevuto il denaro.

Ben diversa dal bonifico, secondo la Cassazione, sarebbe la sorte di un altro strumento di pagamento quale la postepay, idonea a regolare diversamente dal bonifico il meccanismo della competenza: in questi casi il trasferimento del denaro ed il relativo profitto si realizzano immediatamente all’atto del versamento.

Enrico Favacchio

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