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Trump sceglie Scott Pruitt per guidare l’Agenzia per la protezione dell’ambiente

Il neo presidente USA Donald Trump ha nominato Scott Pruitt a capo dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente (EPA). Chi è Scott Pruitt? E, soprattutto, per quali meriti è stato scelto per guidare l’agenzia federale per l’ambiente americana?

Trump e i cambiamenti climatici

Durante la corsa alle presidenziali, Donald Trump non ha mai nascosto il suo scetticismo sulla stretta correlazione tra attività umana e cambiamenti climatici, nonostante gli avvertimenti quasi unanimi della comunità scientifica sul tema. Dunque la nomina di Scott Pruitt a capo dell’EPA non meraviglia ed è mirata a indirizzare l’economia e le politiche ambientali americane verso delle normative meno stringenti rispetto a quelle dell’amministrazione Obama.

Cerchiamo di capire meglio chi è l’uomo che Trump ha voluto al suo fianco per “proteggere” l’ambiente americano.

Scott Pruitt, l’uomo vicino all’industria petrolifera

Classe 1968, nato nel Kentucky e procuratore generale dell’Oklahoma, uno degli Stati americani più ricchi di risorse energetiche fossili. Pruitt oltre a essere un negazionista dei cambiamenti climatici ha, in passato, aperto delle battaglie legali contro le normative ambientali della precedente amministrazione che miravano a diminuire l’utilizzo dei combustibili fossili a vantaggio di un tipo di risorse energetiche rinnovabili e a basso impatto ambientale.

Secondo Scott Pruitt, la stringente politica anti fossile portata avanti dall’EPA negli ultimi anni ha causato dei considerevoli danni all’economia americana.

Che Scott Pruitt fosse molto legato al mondo dei combustibili fossili si evince dai sostenitori della sua campagna elettorale del 2013, infatti, tra i nomi spunta anche quello di Harold Hamm. Hamm è proprietario di una potente compagnia petrolifera americana e, secondo le indiscrezioni, era tra le possibili scelte di Trump per la guida dell’EPA.

Visto lo scenario che si sta pian piano delineando, il Clean Power Plan, la legge sull’energia sostenibile del 2015 fortemente voluta da Obama, sembra in pericolo e gli ambientalisti temono che l’azione dell’amministrazione Trump possa rendere vani gli sforzi fatti in questi anni per ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici.

Scott Pruitt, Trump e le opinioni delle associazioni ambientaliste

Donald Trump, in relazione alla sua recente scelta, ha sostenuto che “la mia amministrazione crede fermamente nella protezione dell’ambiente, e Scott Pruitt sarà un attivo sostenitore della causa promuovendo allo stesso tempo il lavoro, la sicurezza e le opportunità.”

Il nuovo capo dell’agenzia per la protezione per l’ambiente USA ha recentemente sostenuto che “il popolo americano è stanco di vedere miliardi di dollari drenati dalla nostra economia a causa di norme inutili dell’EPA; e ho intenzione di guidare questa agenzia in modo da favorire sia la protezione responsabile dell’ambiente sia la libertà delle imprese americane”.

Le associazioni ambientaliste sono preoccupate per questo cambio di rotta che si sta chiaramente manifestando con le recenti elezioni presidenziali. Travis Nichols, portavoce di Greenpeace USA sostiene duramente che “con la nomina di Scott Pruitt a capo EPA, Trump sta mettendo a rischio l’America. Pruitt è un puro prodotto dell’industria del petrolio e del gas. Spingerà questo paese molto indietro rispetto al resto del mondo nella corsa per l’energia pulita del XXI secolo. Con Scott Pruitt come capo dell’EPA, le persone e l’ambiente saranno nelle mani di un uomo che non si preoccupa di nessuno dei due.”

Con le ultime elezioni, gli americani hanno scelto di cambiare, di dare fiducia a un imprenditore con delle idee, per molti aspetti, in contrapposizione con quelle dell’amministrazione Obama. Soprattutto i temi ambientali saranno affrontati sotto un punto di vista differente, basato su codici obsoleti e appartenenti a un sistema industriale ormai superato. Il petrolio ritornerà centrale in un dibattito pubblico in cui pian piano si stavano introducendo e acquisendo termini come fonti rinnovabili, green economy ed energia pulita.

Nel 2016, gli americani non hanno deciso solo chi governerà il loro Paese per i prossimi anni, ma le sorti dell’intero pianeta.

Fonte foto: Flickr.com – Gage Skidmore

Maria Rita Corda

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