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Turchia, Erdogan contro la stampa: arresti al quotidiano Cumhuriyet

Turchia, Erdogan contro la stampa: perquisizioni e arresti

Perquisizioni, ricerche, mandati di cattura, arresti e presto anche la pena di morte. Proprio nel giorno in cui in Turchia ricorreva l’anniversario della Repubblica proclamata nel lontano 1923, lo scorso 29 ottobre sono stati eseguiti nuovi arresti e sospensioni dal lavoro. Stavolta a finire nel mirino del governo turco è stato Cumhuriyet, il giornale di opposizione.

La polizia ha condotto raid nelle abitazioni dei dirigenti e dei giornalisti dipendenti o collaboratori del quotidiano e ha fermato il direttore Murat Sabuncu, arrestato insieme ad altre 13 persone tra giornalisti e vertici del quotidiano. L’uomo aveva preso il posto di Can Dundar, che a sua volta era stato in carcere per circa cento giorni e, dopo il rilascio deciso dalla Corte Costituzionale, si è rifugiato all’estero.

Turchia, Erdogan contro la stampa: il caso Cumhuriyet

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Can Dundar, ex direttore di Cumhuriyet

Da dove deriva tutto questo spietato disprezzo da parte del governo turco nei confronti della stampa e, in particolare, di Cumhuriyet? La testata, attiva dal 1924, un anno dopo dalla fondazione della Repubblica turca, non è tra i giornali più richiesti in Turchia ma rientra senza dubbio tra quelli più prestigiosi.

In Turchia, sono note a tutti le inchieste svolte da Cumhuriyet, tra cui rientra lo scoop sul passaggio di armi dirette ai gruppi jihadisti siriani su tir dei servizi segreti turchi. Scandalo costato il carcere e l’accusa di spionaggio proprio all’ex direttore Çan Dundar. Lo scorso settembre poi, Cumhuriyet ha ricevuto il premio “Right Livelihood Award”, noto anche come “Nobel” sui generis e assegnato da una fondazione in Svezia.

Secondo il quotidiano filo-governativo Yeni Safak, la procura sta procedendo con indagini sui presunti legami tra Cumhuriyet e l’imam Fethullah Gulen, l’uomo, ancora ricercato, che è accusato da Ankara di essere la mente del tentato golpe del 15 luglio.

La reazione al fallito golpe dello scorso luglio sembra non essere cessata: di recente, un decreto del governo ha stabilito la sospensione di 10 mila funzionari della pubblica amministrazione con l’accusa di terrorismo e chiuso ben 15 testate giornalistiche, perlopiù filo-curde.

Turchia, Erdogan contro la stampa: colpo al cuore dei valori democratici

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La Turchia si sta eclissando sempre più dall’Europa. Finora, la caccia ai membri dell’organizzazione del golpe ha portato all’arresto di 40 mila persone e al licenziamento di 100 mila.

Inoltre, Erdogan ha annunciato pubblicamente che chiederà al Parlamento di vagliare l’ipotesi per la reintroduzione della pena di morte, da applicare eventualmente ai responsabili del fallito colpo di stato militare. Un colpo al cuore per i valori democratici e per la libertà di stampa.

Eloisa Zerilli

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