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Ubriaco sfreccia contromano in autostrada, è omicidio con dolo eventuale

La Corte di Cassazione ha deciso, con la sentenza n. 45997/2016, che la guida in stato di ebbrezza, a cui segue un sinistro stradale che provochi la morte di altre persone, è da considerarsi come omicidio con dolo eventuale.

Giunta al termine, con la pronuncia della Suprema Corte, la questione relativa alla morte di alcuni viaggiatori in conseguenza di uno scontro frontale sull’autostrada A26.

La Corte di Cassazione, quinta sezione penale, con la sentenza del 02 novembre 2016, n. 45997,  ha confermato la sentenza di primo grado sulla colpevolezza dell’imputato per aver commesso l’omicidio con dolo eventuale.

Incidente stradale e dolo eventuale: il caso

Il Tribunale di Torino, con sentenza emessa il 20 giugno del 2012, condannava alla pena di anni venti di reclusione il conducente di un auto che, in stato di ebbrezza, guidava contro mano sull’autostrada A26 e provocava la morte degli occupanti il veicolo che download-2viaggiava in senso opposto.

In una prima fase, l’imputato, proponeva appello e, dopo una serie di rinvii tra giudici di grado diverso, la Suprema Corte, quinta sezione penale, ha confermato la sentenza di primo grado, condannando l’imputato per omicidio.

Incidente stradale e dolo eventuale: la decisione

La Cassazione, ha ritenuto, sulla base di quanto già espresso nella sentenza impugnata, che «tutte le circostanze fattuali del caso concreto esprimevano, senza alcun dubbio, la concretizzata sussistenza in capo all’imputato dell’effettiva, tangibile e percepibile possibilità di verificazione di ucassazionen evento grave, anche mortale, che si coniugava con la decisione di rischiare “costi quel che costi”».

Era riconoscibile, pertanto, un atteggiamento psichico del ricorrente che indicava «una qualche adesione all’evento, per il caso che esso si verifichi, quale conseguenza non direttamente voluta dalla propria condotta».

L’accettazione da parte del conducente dell’eventualità del fatto, è rilevabile dalle modalità con cui operava il suo gesto criminoso, ossia guidando contro mano a forte velocità e senza operare alcuna manovra volta ad evitare le auto provenienti dalla direzione opposta (sul punto, peraltro, esistono diverse testimonianze da altri giudatori, che hanno cercato di scansare l’auto, segnalando con lampeggi e clacson il pericolo all’autista ubriaco).

Ricorreva, in definitiva, il dolo eventuale dell’agente che, nella specie, si era rappresentato la significativa possibilità di uno scontro frontale con altri veicoli e, ciò nonostante, si era determinato ad agire anche a costo di causarlo.

Incidente stradale e dolo eventuale: cos’è e la differenza con la colpa cosciente

Dolo eventuale, colpa cosciente; termini usati dai giudici della Suprema Corte, comprensibili agli addetti ai lavori, meno per chi non opera nel settore. In cosa consistono? Vediamolo insieme.dotrina

La differenza si basa sostanzialmente nella configurazione dell’evento da parte del soggetto agente.

Il dolo eventuale, forma più lieve del dolo, viene in rilievo tutte le volte in cui, il soggetto agente realizza un fatto tipico che, tuttavia, non costituisce l’obiettivo della condotta né una conseguenza certa o altamente probabile, ma egli la prevede come possibile e accessoria conseguenza della condotta principale, e agisce accettando il rischio che possa verificarsi.

Nel caso di specie, come sentenziano i giudici della Corte, il conducente dell’auto, guidando contro mano a folle velocità e senza manovre per scansare le auto, nonostante l’ubriachezza, aveva previsto il rischio di collisione accettando che questo potesse verificarsi.

Nella colpa cosciente, invece, l’agente prevede la possibilità del verificarsi dell’evento dannoso ma, a differenza del dolo eventuale, agisce con la convinzione che l’evento dannoso non si verificherà.

Un nuovo monito della Suprema Corte, nei confronti degli automobilisti che intendono mettersi alla guida ubriachi o sotto effetto di stupefacenti che, si spera, contribuirà a rendere ogni guidatore un pò più responsabile.

Maria Teresa La Sala

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