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Unioni civili, doppio registro e doppio cognome

Unioni civili, doppio registro e doppio cognome previsti nei decreti attuativi.

Unioni civili, i decreti attuativi

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi lo scorso 4 ottobre, ha approvato tre decreti legislativi di attuazione della legge sulle unioni civili, legge n. 76 del 2016.

Quando una legge su una determinata materia prevede delle linee guida, l’attuazione delle modalità precise è affidata a uno o più ministri. Il provvedimento approvato dal ministro sarà un decreto attuativo. Se la definizione della materia è affidata a più ministri, si avrà un decreto interministeriale.

I decreti attuativi della legge 76/2016 sono stati approvati dal Consiglio dei ministri a 4 mesi dall’entrata in vigore della legge, quindi in anticipo rispetto ai sei mesi prescritti dalla legge stessa (art. 1, comma 28, lettere a) b) e c). Tali decreti sostituiscono il decreto “ponte” del Presidente del Consiglio (DPCM 144/2016) adottato in via transitoria dopo l’entrata in vigore della legge.

I tre decreti attuativi della legge sulle unioni civili definiscono le modalità di tenuta dei Registri dello Stato civile e il coordinamento delle disposizioni della legge con le norme di diritto internazionale e di diritto penale.

Unioni civili, doppio registro

Il primo decreto attuativo prevede l’istituzione di un nuovo Registro dello stato civile per la trascrizione delle unioni civili. Quindi in Comune si avrà un doppio Registro, uno per i matrimoni e un altro per le unioni civili.

E’ previsto, inoltre, che il partner potrà scegliere il doppio cognome, aggiungendo al suo il cognome dell’altro partner. Ciò non comporterà nessuna modifica anagrafica, a differenza di quanto previsto dal decreto “ponte” che prevedeva l’annotazione nell’atto di nascita e l’aggiornamento della scheda anagrafica.

Unioni civili, diritto internazionale

Il secondo decreto coordina la normativa italiana con le norme di diritto internazionale privato, al fine di evitare possibili elusioni della legge italiana. Ad esempio, se due cittadini italiani che abitualmente vivono in Italia, contraggono un’unione civile all’estero, questa sarà regolata comunque dalla legge italiana.

Unioni civili, diritto penale

Il terzo decreto equipara i partners dell’unione civile ai coniugi nell’ambito del diritto penale e della procedura penale. Di conseguenza si potrà configurare il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare quando inadempiente è il partner dell’unione civile. Nel reato di omicidio, se autore e vittima sono legati da un’unione civile, si potrà applicare l’aggravante prevista per il coniuge.

Nell’ambito della procedura penale, il partner dell’unione civile potrà astenersi dal testimoniare su fatti appresi durante la convivenza, come consentito ai coniugi.

Unioni civili, l’attuazione definitiva dei decreti

Unioni civiliI decreti attuativi della legge sulle unioni civili saranno adesso trasmessi alle commissioni competenti di Camera e Senato che, entro sessanta giorni, dovranno esprimere il proprio parere. Il termine sarebbe, dunque, il 5 dicembre, che coincide con il termine di sei mesi previsto dalla legge 76/2016 per l’adozione definitiva dei decreti attuativi.

Al che si aprono due possibilità. I decreti possono essere adottati anche senza il parere delle commissioni parlamentari, oppure il termine ultimo per l’attuazione può essere prorogato di altri tre mesi, quindi fino al 5 marzo 2017.

Le Commissioni parlamentari potrebbero rivedere alcune scelte del Governo ma, qualora questo non intenda conformarsi ai pareri delle commissioni, può trasmettere nuovamente i decreti modificati alle Camere che dovranno esprimere un parere entro i successivi dieci giorni. Decorsi questi, i decreti possono essere adottati.

Quindi si prospettano tempi più lunghi per la definizione delle modalità di attuazione delle legge sulle unioni civili.

Livia Carnevale

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