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Unioni civili: cosa prevede la legge n.76/2016

Unioni civili: la legge n.76/2016 e le differenze con il matrimonio

Manifestante: fonte Wikipedia
Manifestante per i diritti LGBT

Dopo un tormentato iter parlamentare, il 20 maggio 2016   le Camere hanno finalmente licenziato il testo della legge n.76/2016 che disciplina le unioni  civili.

L’approvazione del ddl Cirinnà – così chiamato dal nome della relatrice –  giunge dopo che l’Italia  era stata più volte bacchettata  dalla Corte europea dei diritti dell’uomo per il grave ritardo nel riconoscimento delle coppie omosessuali e nella predisposizione di una qualche forma di tutela.  In Europa, infatti, la prima legge sulle unioni civili vede la luce nel 1989 in Danimarca. Da allora la maggior parte dei Paesi europei si è  preoccupato di fornire una disciplina giuridica ai legami fra persone dello stesso sesso.

Unioni civili: il contenuto della legge n.76/2016

L’originale disegno di legge prevedeva, tra le varie innovazioni, anche la stepchild adoption (la possibilità, nelle coppie omosessuali, di adottare il figlio biologico del partner) e l’obbligo di fedeltà. Ma su questi punti la maggioranza non riusciva a compattarsi per addivenire ad un accordo e si è preferito rinunciarvi per giungere comunque all’approvazione della legge.

Oggi la legge Cirinnà prevede che la coppia unita possa adottare un cognome comune, da scegliere. È mantenuto l’obbligo di assistenza morale e materiale, alla coabitazione, di contribuzione economica e di definizione di comune accordo dell’indirizzo della vita familiare e della residenza. Il regime patrimoniale, se non previsto diversamente, è quello della comunione dei beni. Nella scelta dell’amministratore di sostegno il giudice può preferire la parte dell’unione civile. Sono previsti anche il diritto all’eredità per il partner superstite, il subentro nell’affitto o il diritto a rimanere fino a 5 anni nella casa di proprietà del partner deceduto e il diritto agli alimenti in caso di scioglimento dell’unione.

Unioni civili: scioglimento della coppia

La legge n.76/2016 sulle unioni civili prevede che l’unione contratta si sciolga automaticamente per morte, dichiarazione di morte presunta o rettifica del sesso. Lo scioglimento su richiesta, invece, segue la normativa sul divorzio matrimoniale per cause legali,  per recesso unilaterale oppure per scioglimento consensuale. L’unito civilmente può infatti chiedere all’ufficiale civile la volontà di scioglimento dell’unione civile. Decorsi soli tre mesi, il civilmente unito può chiedere la domanda di scioglimento dell’unione civile.

Unioni civili: le differenze con il matrimonio

Rispetto al matrimonio civile, nelle unioni civili mancano: la possibilità esplicita di chiedere l’adozione del figlio biologico, l’obbligo di usare il cognome dell’uomo come cognome comune,  l’obbligo di fedeltà, l’obbligo di attendere un periodo di separazione da sei mesi a un anno prima di sciogliere l’unione (come abbiamo visto bastano tre mesi), la possibilità di sciogliere l’unione nel caso che non venga “consumata” e l’obbligo di fare le “pubblicazioni” prima di contrarre l’unione.

Inoltre, in caso di rettifica del sesso, nel matrimonio, la coppia potrebbe conservare il rapporto familiare sostituendo l’unione civile all’istituto matrimoniale. Nell’unione civile, invece, vi è lo scioglimento automatico.

Cristina Ciulla

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