Shopping Cart

Vendita di software per pc on line : quando serve il consenso del titolare del Copyright ?

Si sa, il diritto d’autore è questione spinosa, la sua magmatica evoluzione si concreta in certezza giuridica man mano che il tempo passa, grazie soprattutto ai molteplici interventi giurisprudenziali in materia.

La Corte UE è tornata così a pronunciarsi sul copyright relativamente alla vendita dei software.

La questione arriva dalla Lettonia, dove pare siano state illegalmente vendute le copie di riserva di alcuni programmi Microsoft per pc.

Attenzione, si parla di “copie di riserva”, non di copie. Ed è qui che è necessario soffermarsi per dipanare il bandolo della matassa.

Non è reato, né configura una violazione del copyright, vendere un programma per computer neppure nel caso in cui sia già usato. Il venditore dovrà, ovviamente, cedere all’acquirente il supporto (cd o dvd) originale su cui ha acquistato il software, munito della licenza d’uso. Fin qui, nulla quaestio. Ma cosa accade se l’acquirente smarrisce il supporto? Può rivolgersi al venditore per ottenerne un’altra copia

Tale è il nuovo quesito a cui da risposta la Corte di giustizia europea con la sentenza 12 ottobre 2016, causa C-166/15: per cedere un’eventuale copia di riserva, è necessaria l’autorizzazione di chi ne detiene il copyright. Sarà quindi il venditore a dover ottenere nuovamente un consenso alla vendita. Basti pensare che egli, alienando il programma, è tenuto anche a disinstallarlo dal proprio computer in quanto non più munito di licenza.

Si legge, infatti: “L’acquirente iniziale della copia di un programma per computer, accompagnata da una licenza d’uso illimitata, può vendere d’occasione tale copia e la relativa licenza a un subacquirente” ma, “allorché il supporto fisico originale della copia inizialmente consegnata sia danneggiato, distrutto o smarrito, il primo acquirente non può fornire al subacquirente la propria copia di salvataggio senza l’autorizzazione del titolare del diritto”.

Possiamo chiaramente leggere, nelle intenzioni della Corte, la volontà di approntare una tutela che sia sempre più certa e stringente nei confronti del diritto d’autore che, come tutti i diritti i quali si riferiscono ad un bene immateriale ed intangibile, è esposto a più facile e frequente violazione.

Va ricordato, infine, che in Italia i software non sono oggetto di brevetto come negli Stati Uniti, poiché il Parlamento Europeo ha respinto la proposta di direttiva per la brevettabilità delle invenzioni su elaboratori elettronici. Questi trovano tutela nella legge sul Diritto d’Autore (L. 633/41). E’ possibile registrare in SIAE tutti programmi per computer che rispettino i requisiti di originalità e creatività presso la sezione OLAF (Opere Letterarie e Arti Figurative) nel Pubblico Registro per il Software.

“Si sarebbe tentati di dire che il diritto è nel mondo delle forme visibili quel che l’arte è nel mondo delle forme invisibili” – Salvatore Satta.

Maria C. Cucuzza

 

Ultimi articoli

Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE
ADR, arriva Conciliaweb. Nuovo strumento per le risoluzione delle controversi tra utenti e compagnie telefoniche

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner