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Vi spiego l’Operazione Sophia …

Lo scorso 27 ottobre, alla presenza dell’ammiraglio di Divisione Enrico Credendino, la Commissione Difesa insieme alla Commissione Esteri, è tornata a parlare di Eunavfor Med “Operazione Sophia”, per fare il punto sull’andamento della missione a guida UE. L’instabilità in Libia e la situazione di crisi nel Mediterraneo centrale hanno dato vita ad un flusso migratorio senza precedenti e che, troppo spesso, si è tradotto in perdite di vite umane. I barconi, che dalla Libia giungono fino alle nostre coste, sono divenuti fonte di lucro per trafficanti e contrabbandieri di esseri umani. Questa inarrestabile ondata migratoria, insieme al ripetersi di tragici naufragi, hanno spinto l’Unione Europea a definire un action plan in tema di immigrazione e a dare operatività, nel giugno 2015, a Eunavfor Med Operazione Sophia.

Come da report che abbiamo formulato, “la missione, il cui compito è quello di interrompere il traffico di esseri umani e che sarà operativa fino al luglio 2017, è stata suddivisa in tre fasi. La prima consisteva nell’individuazione del modus operandi dei trafficanti per poter contrastare efficacemente le loro attività. La seconda fase, tutt’oggi in corso, consiste nell’individuare, fermare ed eventualmente mettere fuori uso imbarcazioni e mezzi usati dai trafficanti, nelle sole acque internazionali. La terza fase, invece, avrà il compito di neutralizzare le imbarcazioni e le strutture logistiche degli scafisti, sia in mare che a terra, ma occorreranno tanto un intervento delle Nazioni Unite, con apposita risoluzione, quanto la partecipazione dello stato libico”.

La Task Force europea dispiegata nel Mediterraneo ha proceduto anche ad operazioni di soccorso, attività che, pur non rientrando pienamente nel suo mandato, costituisce un obbligo per il diritto internazionale. Pertanto, “Sophia” opera in stretta cooperazione con le altre missioni in corso, quali “Mare Sicuro”, a guida italiana, e “Triton” dell’Agenzia Frontex. Dallo scorso giugno, la Commissione Europea ha conferito all’operazione due ulteriori task. La prima consiste nell’addestramento della Guardia Costiera e della Marina libica, affinché acquisiscano le capacità e competenze necessarie per pattugliare le coste. Come annunciato in Commissione Difesa, il training ha preso avvio la scorsa settimana, e coinvolge, al momento, personale libico già in possesso di un addestramento basico. Come spiegato ad alcuni colleghi che non appartengono alla mia commissione, a ciò si aggiunge anche il compito di contribuire alle operazioni di embargo alle armi, come stabilito dalla Risoluzione del Consiglio di Sicurezza del 14 giugno 2016. L’obiettivo è di facilitare il processo di pacificazione del Paese, impedendo il flusso illegale di armi.

Da capogruppo del mio partito in IV^ e da conoscitore della materia, posso affermare con certezza che il nostro Paese svolge un ruolo di primo piano nella missione, mettendo a disposizione 680 militari, le risorse logistiche nelle basi di Augusta, Sigonella e Pantelleria e “l’incrociatore portaeromobili Garibaldi”: un dispositivo aeronavale composto da un sommergibile e due velivoli a pilotaggio remoto. E’ utile ricordare anche, che il quartier generale operativo UE ha base a Roma.

Com’è emerso nel corso dell’audizione in Commissione, con l’Operation Commander di Sophia, sono state soccorse – finora – 29 mila persone ed arrestati 96 sospetti scafisti, per un totale di oltre 300 imbarcazioni messe fuori uso.

Si tratta di un bilancio più che positivo e che è destinato a crescere grazie all’impegno delle nostre Forze. Il risultato finale dell’Operazione dipenderà, al contempo, dal rafforzamento del dialogo con gli interlocutori libici e dagli sforzi della comunità internazionale per una stabilizzazione del Paese. L’immigrazione rappresenta una delle maggiori sfide per la politica internazionale ed è prima di tutto obbligo morale impedire che uomini, donne e bambini, che fuggono da guerre e povertà, muoiano nelle nostre acque. Il loro futuro passa anche dalle politiche che attua la Commissione Difesa e da tutti quegli organi e personalità politiche che, in qualche modo, possono incidere. Anche con un’operazione come la Sophia.

Nei giorni scorsi, ho contattato l’Ammiraglio che segue l’operazione Sophia portando anche il saluto ai marinai imbarcati protagonisti dell’operazione.

Per finire, la Commissione Difesa sta valutando l’opportunità di fare una visita sulle navi impegnate nell’importante operazione.

Tonino Moscatt

quidifesa@masterlex.it

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