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Volkswagen, giudice americano approva l’accordo da 14,7 miliardi per il Dieselgate

Lo scorso 25 ottobre, il tribunale di San Francisco ha approvato definitivamente l’accordo della Volkswagen per lo scandalo Dieselgate. Il risarcimento patteggiato è di 14,7 miliardi di dollari, il più alto nella storia del settore automobilistico americano.

Volkswagen, accordo USA

L’accordo prevede che la Volkswagen spenda 10 miliardi di dollari per riacquistare le auto inquinanti e risarcire i consumatori americani per il danno subito dallo scandalo. Gli altri 4,7 miliardi di dollari saranno utilizzati per azioni sostenibili. Infatti, la casa automobilistica tedesca destinerà 2,7 miliardi a un fondo ambientale gestito da un fiduciario nominato dal tribunale californiano. L’obiettivo è quello di rimediare alle emissioni di ossidi di azoto in eccesso che i veicoli 2.0L TDI della Volkswagen hanno immesso negli Stati Uniti. I restanti 2 miliardi finanzieranno infrastrutture per i veicoli a emissioni zero e iniziative di sensibilizzazione.

La Volkswagen ha reso noto che l’accordo sarà attuato immediatamente. I proprietari dei veicoli convolti possono trovare tutte le informazioni utili e fare richiesta accedendo al sito web www.VWCourtSettlement.com.

Secondo quanto stabilito dalle parti, i 475.000 veicoli 2.0L TDI venduti negli Stati Uniti saranno riacquistati dalla casa automobilistica e i proprietari riceveranno un risarcimento per il danno subito che varia tra i 5.100 e 10.000 dollari a testa.

Volkswagen negli Stati Uniti

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Questo accordo è l’ultimo capitolo del Dieselgate negli USA che dallo scorso anno vede la casa automobilistica tedesca protagonista di uno scandalo di dimensioni mondiali. Il tutto ebbe inizio con l’accusa da parte dell’EPA: l’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente sosteneva che la Volkswagen falsificasse i dati relativi alle emissioni inquinanti dei motori diesel. Il gruppo ammise le sue colpe e scoppiò lo scandalo.

Il mese scorso, la società d’investimento Blackrock e 80 investitori avevano intrapreso un’azione legale contro la Volkswagen chiedendo un risarcimento di 2 miliardi di euro.

I problemi che deve risolvere la casa tedesca non sono pochi ma, oggi, si è arrivati a un accordo definitivo con i suoi clienti che prevede un risarcimento importante, il più alto nella storia del settore automobilistico americano.

Opinioni sull’accordo Volkswagen

Secondo Hinrich J. Woebcken, Presidente e CEO del Volkswagen Group of America “l’approvazione definitiva dell’accordo per i 2.0 TDI è una pietra miliare importante nel nostro percorso per assestare la situazione negli Stati Uniti, e apprezziamo gli sforzi di tutte le parti coinvolte. Volkswagen è impegnata ad assicurare che ora il programma per i clienti si svolga nella maniera più fluida possibile, e per garantire ciò abbiamo dedicato significative risorse.”

Charles Breyes, il giudice del tribunale di San Francisco che ha approvato definitivamente l’accordo della Volkswagen sostiene che la proposta è “adeguata e ragionevole”. La Corte sostiene che “considerati i rischi di un contenzioso prolungato, un accordo immediato è di gran lunga preferibile. La priorità della Corte, infatti, è sempre stata quella di mettere le auto inquinanti fuori strada al più presto.”

Volkswagen e Unione Europea

Gli ultimi sviluppi del caso negli Stati Uniti hanno scatenato il malcontento dell’Europa che non ha ancora avuto delle risposte dal gruppo tedesco in relazione alle auto inquinanti presenti nel nostro continente. In base a quanto reso noto dal Financial Times, l’Unione Europea avrebbe comunicato ufficialmente con la Volkswagen, ponendo l’accento sulla difficile situazione dei clienti europei che non riescono a vendere la loro vettura a marchio Volkswagen a causa del richiamo. La UE, pertanto, invita la casa tedesca a prendere in considerazione il riacquisto anche per le vetture non a norma presenti in Europa.

Il malcontento è forte anche in Italia. Secondo il Codacons, Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, le istituzioni italiane non starebbero lavorando adeguatamente per tutelare i consumatori nei confronti del gruppo tedesco. Il Codacons sottolinea che l’unica class action intrapresa in Italia per lo scandalo Dieselgate è quella avviata dalla loro associazione al tribunale di Venezia.

La casa automobilistica di Wolfsburg rende noto l’ok della magistratura statunitense all’accordo miliardario tramite un comunicato stampa. Nella parte finale del testo, il gruppo sottolinea che “nei loro termini, questi accordi non sono applicabili né possono comportare simili obblighi di Volkswagen in nessun sistema giuridico al di fuori degli Stati Uniti. Le normative riguardanti i limiti delle emissioni degli ossidi di azoto (NOx) dei veicoli negli Stati Uniti sono molto più severe di quelle vigenti in altri Paesi del mondo, e anche le varianti di motore differiscono significativamente. Ciò rende lo sviluppo di soluzioni tecniche negli Stati Uniti più impegnativo rispetto all’Europa e ad altre regioni, dove l’implementazione del programma approvato per l’aggiornamento di veicoli TDI per il pieno ottemperamento degli standard UN/ECE ed europei sulle emissioni è già iniziata in accordo con le Autorità competenti.”

Maria Rita Corda

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