Shopping Cart

Welfare: nuovo ISEE richiesto da 4,2 mln di famiglie, il 21% popolazione

Le dichiarazioni patrimonio nullo passano dal 70% al 16%

     Roma, 4 ottobre – Sono 4,2 milioni, per un totale di oltre 13 mln di persone, le famiglie che hanno richiesto il nuovo Isee, il 21% della popolazione residente, passando dal 18% nel Centro Nord al 28% nel Mezzogiorno. Azzerate le anomalie passate: le dichiarazioni con patrimonio nullo passano da quasi il 70% al 16%. È quanto si legge nel rapporto annuale Isee 2015 reso noto dal ministero del Lavoro.

Dati eclatanti soprattutto se si guarda al Sud: nel Mezzogiorno, in particolare, le dichiarazioni con patrimonio nullo sono passate da quasi il 90% al 20%. Anche la distribuzione territoriale della ‘popolazione Isee’ denota una forte inversione di tendenza: fatta eccezione per le Provincie autonome di Trento e Bolzano, infatti, in tutte le altre Regioni la popolazione costituisce almeno un settimo e non più un terzo del totale.

«È un segno tangibile di un utilizzo più appropriato dello strumento, che andrebbe utilizzato solo a fronte della effettiva richiesta di prestazioni sociali agevolate: non si registrano più anomalie quali quelle di regioni in cui, in presenza di una offerta di servizi molto bassa, oltre il 60 % della popolazione era coperto da Isee», si legge ancora nel Rapporto che annota come siano state migliorate e velocizzate le procedure di rilascio dell’attestato; dai 14 giorni del passato si è passati in dicembre a 3 giorni.

     «Notevole» anche, si legge ancora, la semplificazione amministrativa: «l’aver previsto una validità nell’anno civile anziché nell’anno solare, ha ridotto sensibilmente la ripetizione della Dsu da parte dello stesso nucleo familiare in corso d’anno; per coloro che presentano la Dsu nel primo semestre, le ripetizioni nel secondo semestre sono passate dal 18% al 5,5%».

Quanto alle distribuzioni, sulla popolazione nel suo complesso, si legge ancora nel Rapporto, non si osservano particolari variazioni per classi di Isee: per ciascuno scaglione gli scostamenti rispetto alla percentuale di popolazione sono minimi, nell’ordine del +0- 1%. Gli ordinamenti, però, sono molto cambiati: per oltre metà della popolazione il nuovo Isee è più favorevole (46,4%) o indifferente (11%) rispetto al vecchio. A beneficiare, in particolar modo, della riforma sono le famiglie con reddito da lavoro, quelle in cui sono tutti occupati, ma anche quelle monoreddito. Tra i lavoratori, migliora sensibilmente la posizione dei lavoratori dipendenti in relazione agli autonomi.

     Per i nuclei familiari con minorenni la distribuzione per classi di Isee è sostanzialmente identica a quella del vecchio indicatore anche se, prosegue il Report, «si osserva una quota notevolmente superiore di coloro che sono favoriti dalla riforma rispetto alle famiglie senzaminorenni, così come una quota notevolmente inferiore di coloro che ne sono sfavoriti». Anche sul fronte Università l’impatto del nuovo Isee, richiesto dal 21% del totale degli iscritti, risulta modesto anche se superiore a quello di famiglie con minori: la media sale di circa il

5%. Per quel che riguarda le persone con disabilità, invece, i dati risentono della revisione della normativa successiva alla sentenza del Consiglio di Stato che stabilì come nella nozione di «reddito disponibile» non potevano essere inclusi i trattamenti percepiti in ragione della condizione di disabilità. I dati presentati relativamente al 2015 hanno pertanto solo valore «storico» e confermano come la distribuzione per classi di Isee «cambiava moltissimo con una densità maggiore sia nelle classi più basse e che in quelle più alte. In particolare, rilevantissimo era il numero di nuclei per i quali l’Isee si azzerava: si passava dal 7% con le vecchie regole al 16% con le nuove. Viceversa, oltre i 20.000 euro di Isee con le nuove regole si concentrava il 16% dei nuclei con persone con disabilità, mentre se non fossero cambiate le regole, a parità di valori dichiarati, ci sarebbe stato il 10,7%.

Il Rapporto però effettua un primo monitoraggio sugli effetti della nuova disciplina da gennaio al 28 maggio scorso rispetto alla vecchia normativa escludendo gli Isee pari a 0: come prevedibile, si legge, l’impatto è particolarmente significativo per gli Isee più elevati, la cui quota si riduce considerevolmente (ad esempio, sopra i 15 mila euro, con le regole precedenti si sarebbe concentrato il 19% dei nuclei con disabili, con quelle vigenti il 13,5%).

     (Tes/AdnKronos)

Ultimi articoli

Agi Sicilia – Il capitalismo geograficamente mobile
Divorzio congiunto: e se un coniuge revoca il consenso?
Testimoni di Geova e privacy all’attenzione della Corte di giustizia UE
ADR, arriva Conciliaweb. Nuovo strumento per le risoluzione delle controversi tra utenti e compagnie telefoniche

Formazione Professionale per Avvocati
P.Iva: 07003550824

Privacy Policy | Cookie Policy

Partner