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WhatsApp gratis a vita, l’ultima truffa che corre via mail

Alzi la mano chi, facendo uso della posta elettronica, non si vede recapitare quotidianamente messaggi contenenti potenziali truffe, link sospetti e tentativi di cosiddetto “phishing”.

In questi ultimi giorni la pagina Facebook della Polizia Postale, “Una vita da social”, che monitora costantemente i movimenti e i traffici sospetti della rete, ha reso noto l’ultimo di questi pericoli, che adopera come esca il noto servizio di messaggistica “WhatsApp” (oltre un miliardo di utenti attivi nel mondo).

Come funziona un tipico tentativo di “phishing” come quello in questione? I malintenzionati bersagliano le caselle di posta di milioni di utenti in tutto il mondo con dei messaggi-truffa, in cui sovente si invita il destinatario – spesso spacciandosi per soggetti istituzionali, e talvolta addirittura con linguaggio sgrammaticato o dal contenuto palesemente inverosimile – ad aprire un link o scaricare un file o una app maliziosi. Lo scopo finale è principalmente quello di raccogliere dall’utente dati sensibili, o, peggio, bancari, ma anche esporre PC e cellulari a potenziali attacchi informatici di vario genere.
Molte di queste email finiscono direttamente nella cartella “spam”, che raccoglie automaticamente i messaggi sospetti, ma anche di carattere commerciale/pubblicitario. Tuttavia, non di rado alcuni di questi messaggi riescono ad aggirare i filtri posti dai fornitori dei servizi di posta elettronica, e in seguito, in base alle leggi della statistica e ai grandi numeri di invii, i malintenzionati possono contare sul fatto che un cospicuo numero di utenti poco avveduti o poco informati cadrà infine nella loro trappola.

Nello specifico, la nuova truffa che si sta diffondendo proprio in questi giorni si sostanzia nell’invio di una email relativa a una fantomatica attivazione gratuita del servizio di chiamate di WhatsApp: “Per attivare per sempre ‘WhatsApp Chiamate’ sul tuo dispositivo e ricevere 1 anno gratuito devi scaricare un’applicazione sponsorizzata“. WhatsApp (in realtà molto più nota per i messaggi di testo che per le chiamate) è però un’applicazione completamente gratuita per tutti gli utenti già dal gennaio 2016, ed inoltre ne esiste una sola versione, quella “ufficiale”, mentre non esiste alcuna “applicazione sponsorizzata”, né versioni “speciali” o a pagamento.

WhatsApp, la truffa corre via email
L’email truffaldina di cui si tratta nell’articolo.

Ma non è tutto: l’email incriminata infatti spinge la vittima anche ad invitare altri 10 amici a scaricare la fantomatica “applicazione sponsorizzata”, così da creare un effetto “catena di Sant’Antonio” e aumentarne la credibilità. Addirittura, viene proposta una video guida in caso di difficoltà nello scaricamento e nell’installazione dell’applicazione-truffa, così da incentivare l’utente a proseguire nel suo cammino verso la trappola informatica, permettendo per di più ai malintenzionati autori della truffa anche di monetizzare i click per le visualizzazioni del video.

Si tratta insomma di una truffa che, pur seguendo uno schema classico e ben collaudato, può comunque contare su un numero immenso di potenziali vittime (ricordiamo che gli utenti attivi di WhatsApp nel mondo sono oltre un miliardo, e che questo è solo l’ultimo di una lunga serie di raggiri che vi gravitano intorno!), e sul fatto che, statisticamente, una buona parte di essi consegneranno inconsapevolmente i loro dati e il proprio telefonino o PC nelle mani di ignoti malintenzionati.

Come difendersi da questo tipo di raggiri è presto detto: essere costantemente cauti e non aprire mai link o applicazioni sospette, specie se provenienti da contatti sconosciuti, informarsi in caso di dubbio, e, in generale, prestare sempre la massima attenzione quando si trasmettono i propri dati personali, i dati bancari o i numeri di carte di credito.

Davide Baraglia

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