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Roma, oltre 5.000 le richieste di risarcimento per danni da buche stradali

 

Roma, 27 feb. – “Grazie ad una istanza d’accesso presentata dal Codacons, sono stati finalmente resi pubblici i dati ufficiali sugli incidenti provocati a Roma da buche stradali e disconnessioni dell’asfalto, e che hanno portato a richieste risarcitorie da parte degli automobilisti. Le Assicurazioni di Roma, infatti, hanno fornito all’associazione tutti i numeri relativi alle pratiche di risarcimento intentate contro il Comune di Roma a seguito di sinistri causati dal dissesto stradale, mediante l’apposito Sportello di conciliazione di Roma Capitale o attraverso cause intentate in tribunale, gestite nel 2016”. È quanto si legge in una nota del Codacons.

“Ebbene: le pratiche pendenti al 31 dicembre 2016 sono in totale 5.188. Di queste 3.239 riguardano sinistri ‘non in causa’, mentre 1.949 sono gli incidenti determinati da buche stradali che hanno portato ad una causa -spiega il Codacons- Sempre al 31 dicembre scorso, le pratiche definite sono 2.398 per i sinistri non in causa, e 331 per quelli in causa (totale 2.729 pratiche definite)”.

“Da notare -sottolinea il Codacons- come tra i sinistri ancora in attesa di definizione ci siano ben 49 incidenti avvenuti nel 2004: a distanza di 13 anni gli automobilisti danneggiati dalle buche ancora non sono riusciti ad ottenere giustizia. Non a caso, calcola l’associazione, il tempo medio per ottenere un indennizzo è pari a 6 anni e mezzo nel caso in cui si ricorra alla giustizia ordinaria, periodo che scende a 1 anno e 10 mesi qualora di acceda alla conciliazione”.

“Si tratta di numeri che rendono l’idea del fenomeno buche a Roma -dice il presidente Carlo Rienzi- Oltre 5000 richieste di risarcimento ancora in piedi con una spesa immensa per l’amministrazione, tra costi legali e indennizzi da riconoscere. Se si provvedesse a rifare le strade a regola d’arte senza ricorrere ai rattoppi dell’asfalto che cedono alla prima pioggia, il Comune potrebbe risparmiare centinaia di migliaia di euro ogni anno”.

(Toa/AdnKronos)

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