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Sport e diritto: annullato sequestro di 1,1 milioni di euro a Moggi jr per l’affare Lavezzi-Psg

Sport e diritto: Cassazione, annullato sequestro di 1,1 milioni di euro a Moggi jr per il trasferimento di Lavezzi dal Napoli al Psg (Cass. 35459/2016)

Siamo ad agosto e mentre scorrono le ultime ore bollenti di calciomercato (che si concluderà alla fine del mese), sono già state disputate le prime gare di campionato e si sono appena concluse le olimpiadi, c’è un “altro” calcio che suscita l’interesse dell’opinione pubblica. Perché, oltre al calcio giocato sul campo, in questi giorni, il calcio è protagonista anche nelle aule di tribunale.

Sport e diritto, annullato sequestro di 1,1 milioni di euro a Moggi jr, la vicenda.

E infatti, proprio qualche giorno fa, la Cassazione ha annullato il sequestro di 1,1 milioni di euro disposto nei confronti del procuratore sportivo Alessandro Moggi, indagato per emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fiscale infedele in relazione alla cessione di Ezequiel Lavezzi al Paris Saint Germain.

Tale vicenda giudiziaria coinvolge il figlio di “Lucianone” e si riferisce alla vendita di Ezequiel Lavezzi, attaccante argentino al tempo dei fatti di proprietà del Napoli, ceduto nel 2012 al Paris Saint Germain per 30 milioni di euro.

Il Gip, avendo ritenuto l’emissione di tali fatture da parte di Moggi jr finalizzata a consentire al Napoli di evadere l’Iva e a Lavezzi di non pagare l’Irpef, aveva disposto il sequestro di disponibilità e beni equivalenti al profitto del reato contestato, nella misura pari all’imposta considerata evasa.

Il sequestro veniva, poi, confermato nel febbraio scorso dal tribunale del Riesame.

Sport e diritto, annullato sequestro di 1,1 milioni di euro a Moggi jr, i presupposti di punibilità.

Sport e diritto 3La Suprema Corte, accogliendo il ricorso presentato dai difensori di Alessandro Moggi, richiama l’art. 9 del d.lgs. 74/2000 (che disciplina i reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto) secondo cui, in deroga alle disposizioni del codice penale, l’emittente di fatture per operazioni inesistenti e il relativo utilizzatore non sono punibili in concorso tra loro.

Per quanto attiene al sequestro, è fondamentale quantificare il profitto del reato e poiché le posizioni di chi emette i documenti e di chi li utilizza sono tra loro autonome, non può trovare applicazione il principio solidaristico, secondo cui vi è riparto tra i correi del profitto conseguito. In altre parole, nel caso di fatture emesse per operazioni inesistenti, il giudice non può aggredire il patrimonio di chi le ha prodotte, posto che il beneficiario fiscale è un altro – in tal caso si trattava del Napoli e di Lavezzi.

La Cassazione sottolinea poi che il collegio cautelare non aveva quantificato il profitto o il prezzo del reato riferibile all’emissione di tali fatture, ma si era limitato a parlare di un generico vantaggio; tale operazione avrebbe costituito la base giuridica per disporre il sequestro a carico di Moggi jr.

Sport e dirittoPer il reato di emissione di fatture false il profitto dell’illecito da individuare ai fini del sequestro finalizzato alla confisca non va commisurato all’imposta evasa da parte di colui che ha utilizzato tali documenti, ma all’eventuale compenso incassato per la commissione del delitto. Il risparmio di imposta, infatti, è riferibile solo all’utilizzatore con esclusione del concorso tra i due soggetti per espressa previsione normativa.

Pertanto, il sequestro è stato annullato con rinvio al Tribunale di Napoli, ma il processo a carico di Moggi jr continua per violazione della normativa penale / tributaria.

Ai posteri l’ardua sentenza..

Teresa Cosentino

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